Nel corso del daytime di ‘Amici 20’, in onda, stasera, 17 novembre 2020, i ragazzi accolgono Esa, uno dei nuovi allievi, titolari del banco di canto. Il ragazzo ha raccontato, a Maria De Filippi, la propria storia:

“Sono originario del Congo, al 100 per cento. Mia mamma muore quando ero piccolo. Avrò avuto uno o due anni. Mia mamma ha avuto 4 figli. Siccome non ero un figlio legittimo, non mi hanno voluto tenere in casa e mi hanno mandato a casa di un’amica di mia madre. Però, lei aveva, evidentemente qualche problema. E mi picchiava con i caricabatterie. Infatti, sulla schiena, ho le cicatrici. A sei anni, mio padre, mi riconosce come figlio suo. Lui non era in grado di badare a me. Nel senso che io non potevo mai uscire, potevo solo andare a scuola. Ero un bambino di sei anni. Non potevo giocare, andare al parco. Io stavo sempre da solo. Un bambino di sei anni deve poter giocare. Allora, quando lui non c’era, io mi buttavo dal primo piano e andavo a giocare. E allora tornando a casa dal lavoro, lui, a volte, mi beccava… vedeva questa cosa qua e si incazzava un sacco. Mi picchiava con la fibia della cintura. Qualcuno ha segnalato, poi, la situazione agli assistenti sociali. Sono andato in istituto, ci sono restato un anno. Vedevo sempre bambini che entravano ed uscivano. Andavano in adozione o ritornavano a casa loro, io, invece, stavo sempre lì. Se sono questo tipo di persona lo devo a loro. Sono quello che sono grazie al mio passato, certo. Ma soprattutto anche grazie al mio presente”.

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