Mi manca la sua risata in casa, ma anche la sua intelligenza e i suoi consigli”. A quasi un mese dalla morte, Federica Cappelletti ricorda il marito Paolo Rossi. “Ho chiuso la nostra camera, ogni mattina però vado e devo stare un po’ lì dentro da sola, come se fossimo insieme, ma per adesso dormo con le mie bambine”, confessa a Oggi è un altro giorno.

La giornalista, che aveva conosciuto l’eroe del Mundial 82 nel 2003, prova a descrivere il suo stato d’animo: “Si alternano sentimenti e sensazioni. Cerco di farmi forza per le bimbe, non è sempre facile. Più passano i giorni e più sento questa mancanza forte”. Quindi ripercorre il periodo della malattia: “Sono stati mesi di un’intimità e profondità incredibile. Ho scoperto una persona da un altro punto di vista, anche nella sua fragilità riusciva a regalare forza, sorrisi e coraggio. Non è stato facile”.

La speranza di farcela non è mai mancata:

“C’è stato sempre un filo di speranza in questi mesi che ci ha unito. Paolo sperava di salvarsi, fino a 3-4 giorni prima di morire mi mandava messaggi e mi scriveva ‘ce la faremo’. C’era una speranza di fondo. Anche il suo fisico si stava consumando, ne eravamo consapevoli. Ma c’era la voglia di vivere che lo ha caratterizzato fino alla fine. Ho provato dolore e impotenza. In certi momenti sentivo il desiderio di salvarlo e mi rendevo conto di non riuscire a fare ciò che volevo fare”.

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