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The Jackal condurranno il Prima Festival 2027: l’annuncio di Stefano De Martino

The Jackal condurranno il Prima Festival 2027: l'annuncio di Stefano De MartinoThe Jackal condurranno il Prima Festival 2027, il programma che anticipa Sanremo. L'annuncio di Stefano De Martino con una battuta sulla napoletanità.

È ufficiale: The Jackal condurranno il Prima Festival 2027, il programma quotidiano che anticipa ogni sera le dirette di Sanremo. L’annuncio è arrivato in modo del tutto inaspettato durante il TG1 delle 20:00 del 30 ottobre 2026, con Stefano De Martino — conduttore del Festival — che ha scelto di rivelare la notizia in diretta nazionale, aggiungendo anche una battuta che ha già fatto il giro del web.

The Jackal al Prima Festival 2027: chi sono e cosa faranno

Il collettivo comico campano è composto da quattro membri: Aurora Leone, Ciro Priello, Fabio Balsamo e Gianluca “Fru” Colucci. Nati e cresciuti professionalmente tra Napoli e i social network, The Jackal hanno costruito negli anni un pubblico fedele e trasversale, capace di seguirli dal web alla televisione senza battere ciglio.

Il Prima Festival non è una novità assoluta nel palinsesto Rai: si tratta dello spazio che precede ogni serata del Festival di Sanremo, pensato per scaldare il pubblico con anteprime, interviste e commenti. The Jackal e il Prima Festival 2027 si incontrano in un momento in cui il gruppo ha già dimostrato di saper stare su quel palco, almeno in senso lato: in passato il collettivo ha curato un segmento fisso chiamato Divano The Jackal, in cui commentavano le esibizioni sanremesi con ospiti a rotazione. Un format che ha funzionato, e che evidentemente ha convinto De Martino a fare il passo successivo.

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Le cinque serate del Prima Festival 2027 sono in calendario dal 16 al 20 febbraio 2027. Significa che Aurora Leone, Ciro Priello, Fabio Balsamo e Fru saranno ogni giorno davanti alle telecamere Rai per introdurre, raccontare e — con ogni probabilità — far ridere il pubblico prima che si apra il sipario dell’Ariston.

De Martino annuncia la scelta con una battuta sull’identità napoletana

La parte che ha fatto discutere di più non è tanto la notizia in sé, quanto il modo in cui De Martino l’ha presentata. Il conduttore, durante il TG1, ha scherzato apertamente sul motivo della scelta, lasciando intendere di averli voluti perché napoletani — proprio come lui — e non per ragioni legate al talento. Una provocazione ironica, ovviamente, che gioca sull’orgoglio campano condiviso e sul legame personale tra De Martino e il gruppo.

La battuta ha funzionato: l’immagine del direttore artistico di Sanremo che si presenta al telegiornale della sera per annunciare i conduttori del pre-show con una gag sulla napoletanità è esattamente il tipo di comunicazione che De Martino ha scelto fin dall’inizio del suo percorso festivaliero — diretta, pop, capace di togliersi la giacca istituzionale senza perdere autorevolezza.

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Perché questa scelta ha senso

Al di là della battuta, la logica dietro la nomina di The Jackal al Prima Festival 2027 è abbastanza chiara. Il collettivo porta con sé un pubblico giovane e abituato ai formati veloci, ironici e multipiattaforma — esattamente ciò di cui il Prima Festival ha bisogno per non sembrare un semplice contenitore di servizio. Il loro Divano The Jackal a Sanremo aveva già dimostrato che sanno commentare la kermesse con leggerezza senza svuotarla di significato.

In più, affidarli a uno spazio strutturato come il Prima Festival significa anche un salto di formato rispetto ai segmenti web o ai commenti a caldo: cinque serate consecutive su Rai Uno, con tutto ciò che comporta in termini di visibilità e responsabilità editoriale. Per il gruppo, è probabilmente la vetrina televisiva più importante della loro carriera fino ad oggi.

Chi segue The Jackal da anni sa che il loro punto di forza è proprio la capacità di adattare il registro comico al contesto senza perdere riconoscibilità. Fanpage.it ha ricostruito la notizia con dettaglio fin dall’annuncio serale, e il quadro che emerge è quello di una scelta ragionata, non improvvisata. Ora non resta che vedere come il quartetto gestirà il ritmo delle cinque serate — e se la battuta di De Martino sulla napoletanità diventerà un tormentone del Festival o resterà un aneddoto simpatico da raccontare a febbraio.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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