Marco Carta papà: “Mi piacerebbe adottare o mettere al mondo un figlio con l’utero in affitto”

Marco Carta papà attraverso l’adozione o la pratica dell’utero in affitto. Prima il matrimonio con il fidanzato Sirio Campedelli?

Marco Carta, intervistato da ‘Vanity Fair’, in occasione dell’uscita del nuovo singolo ‘Mala Suerte‘, ha confessato che, appena terminerà la pandemia di Coronavirus, ha intenzione di sposare il fidanzato Sirio Campedelli:

Mi piacerebbe molto sposarmi, e di certo lo farò. Prima, però, vorrei si esaurisse l’emergenza sanitaria. Vorrei ricordarmi il giorno delle mie nozze per tutta la vita, festeggiare con gli amici e una serenità che sia vera e totalizzante.

Il cantante, vincitore di ‘Amici’ e del ‘Festival di Sanremo’ con il brano ‘La forza mia’ non ha abbandonato nemmeno il desiderio di diventare padre:

Trovo triste che in Italia una coppia omosessuale non possa avere un figlio. L’utero in affitto è una pratica molto lontana dallo spirito ecclesiastico che ha l’italiano, e lo capisco. Però, ci sono migliaia di bambini che crescono senza genitori, in orfanotrofi. Mi chiedo perché non dar loro due papà. Trovo uno spreco che delle creature così piccole siano lasciate marcire in posti senza amore.

Per realizzare questo sogno, il giovane interprete sardo sarebbe disposto a percorrere due strade che, al momento, in Italia, non sono regolamentate dalla legge:

Mi piacerebbe adottare e mi piacerebbe mettere al mondo un figlio con un utero in affitto, nome tremendo per questa pratica. Non la trovo disumana, se all’origine c’è l’atto consapevole e compassionevole di una donna, che decide di aiutare un amico, un familiare, un estraneo. Lo sfruttamento, quello e solo quello, è da condannare.