È ormai da qualche anno che il panorama legislativo italiano è teatro di un acceso dibattito sulle sigarette elettroniche.

Ma solo con la Riforma Fiscale del 2023 si assiste a una prima rivoluzione delle vendite online. Diventa, infatti, obbligatorio il ritiro presso negozi fisici dei liquidi da svapo acquistati online. Gli addetti ai lavori temono che si arrivi fino al divieto di vendita online, con conseguenze negative sia per il settore, che per la collettività.

Nel panorama legislativo italiano, le  sigarette elettroniche sono al centro dell’attenzione da diversi anni. Solo con la Riforma Fiscale del 2023 si giunge al primo grande cambiamento sul fronte delle vendite online dei liquidi per sigaretta elettronica e dei dispositivi che li utilizzano. La preoccupazione tra gli addetti ai lavori è che questa riforma abbia gettato le basi per una restrizione sempre più severa, che potrebbe portare, in un futuro non troppo lontano, al divieto di vendita online dei liquidi da svapo.

Mentre il settore cerca di giostrarsi in questa nuova normativa, i consumatori possono ancora trovare i migliori kit per sigarette elettroniche acquistabili su svapostore.net.  Nel settore della vendita online dei liquidi da svapo, è possibile contare su una tregua temporanea. La Legge Delega di Riforma Fiscale concede al Parlamento un periodo massimo di 24 mesi per elaborare una legislazione specifica. Di conseguenza, al momento attuale, la situazione rimane immutata e la vendita online è ancora consentita

Vendita online dei liquidi da svapo, la normativa

La nuova disposizione della Riforma Fiscale stabilisce che è consentito acquistare online solo prodotti europei o importati legalmente da aziende situate nella Comunità Europea. Inoltre, ilritiro degli ordini online dovrà avvenire presso un punto di consegna fisico, scelto al momento dell’acquisto, tra una tabaccheria, un negozio fisico specializzato in sigarette elettroniche o presso farmacie/parafarmacie autorizzate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).

Il timore del settore è quello di arrivare al divieto totale di vendita online dei liquidi da svapo. Si tratta di paure non del tutto fondate. Proprio il 27 luglio 2023 è passato un emendamento presentato da un gruppo di esponenti del partito Fratelli d’Italia, che chiedeva la fine della vendita online dei liquidi da svapo e dei dispositivi collegati. Non resta che rimanere in attesa dei prossimi decreti attuativi per comprendere come si evolverà la normativa.

Le ragioni dietro la chiusura della vendita online di liquidi per sigaretta elettronica

Una parte della politica si è mossa per domandare lo stop della vendita online dei e-liquid. Per capirne le dinamiche, è importante analizzare le ragioni che stanno dietro a questa richiesta, che è possibile riassumere in 4 punti chiave:

  • contrasto al commercio illegale, con l’obiettivo di combattere il mercato nero di questi prodotti e garantire che siano venduti legalmente;
  • protezione degli interessi dei consumatori, in modo da preservare la sicurezza e la qualità dei prodotti offerti e assicurare una corretta comunicazione;
  • tutela dei minori: si mira a impedire che i giovani abbiano accesso a questi prodotti, mettendo in atto misure rigorose per verificare l’età dei compratori online;
  • salvaguardia delle risorse finanziarie statali, allo scopo di assicurare che le entrate attraverso tasse e accise siano adeguate e che il settore operi in conformità con le normative fiscali.

Tuttavia, non mancano le perplessità da parte degli addetti ai lavori che ritengono queste ragioni non del tutto giustificate se si pensa a come questo settore disponga già di una regolamentazione specifica, volta a proteggere i consumatori e i minori. Le aziende del settore hanno, infatti, implementato misure quali il Deposito Fiscale (DF) o l’invio della copia del documento di identità per la verifica dell’identità dell’acquirente.

Divieto di vendita online dei liquidi da svapo:  quali saranno gli impatti?

L’eventuale chiusura del canale di vendite online di sigarette elettroniche e liquidi da svapo potrebbe avere conseguenze contradditorie. Alcuni utenti potrebbero esseri spinti a rivolgersi a canali non autorizzati, come siti pirata o esteri. Questo potrebbe minare ulteriormente gli sforzi di regolamentazione e controllo messi in atto finora.

Inoltre, l’aumento dei prodotti non certificati provenienti da questi canali non autorizzati potrebbe aumentare i rischi per la salute dei consumatori, mediante l’acquisto di prodotti non conformi agli standard di sicurezza. L’aumento del mercato illegale andrebbe a colpire proprio i minori, che potrebbero avere così accesso alla vendita senza difficoltà, compromettendo gli sforzi messi in piedi per proteggerli.

Anche le entrate fiscali ne soffrirebbero. Le e-cig e la vendita online dei liquidi da svapo portano volumi  significativi in termini di tasse e accise. Senza contare come la chiusura del canale di vendita online metterebbe in pericolo centinaia di posti di lavoro legati a questo settore.

Alla luce di queste valutazioni, la decisione relativa alla vendita online richiederà un’attenta valutazione dei potenziali impatti prima di essere definitivamente adottata.

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ultimo aggiornamento: 29-09-2023


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