Beppe Vessicchio: “Il pubblico mi vuole bene perché sono una figura familiare”

Beppe Vessicchio si racconta: “Non mi sono mai sentito sexy, mia moglie non è gelosa. Il pubblico mi vuole bene perché sono diventato una figura familiare”

C’è stato un periodo in cui suonare la chitarra nei falò in spiaggia ha favorito molti incontri. Mia moglie non è gelosa, adesso si è abituata“. La confessione arriva da Beppe Vessicchio, intervenuto nel programma di Radio 2, I Lunatici. “Le donne percepiscono quando l’uomo gradisce l’interesse per certe cose – dice il Maestro – io sono molto sereno, molto tranquillo, vivo bene la vita che ho. Non mi sono mai sentito sexy. Faccio un uso ancora antico del telefono, limito molto i contatti di un certo tipo“.

Il direttore d’orchestra svela quindi come è nata la sua passione per la musica:

“Sono nato in una famiglia in cui la musica era presente, grazie a mio fratello, che era un compulsivo dal punto di vista dell’attività musicale. Suonava la chitarra, la fisarmonica, aveva una grande capacità di destreggiarsi tra più strumenti. Siccome era sempre al centro dell’attenzione, soprattutto tra le ragazze del quartiere, è nato in me lo spirito d’emulazione. E’ stato capace di trasferirmi il piacere della musica. In famiglia inizialmente la mia carriera è stata ostacolata“.

Non può mancare un riferimento a Sanremo:

“Il primo Festival risale agli anni in cui non c’era l’orchestra, era il 1986. Accompagnai Zucchero. L’orchestra a Sanremo è arrivata nel ’90. Ho avuto la grande fortuna di avere da accompagnare due grandissimi, Mia Martini e Mango. Quindi per me quella è stata una esperienza pazzesca. La prima volta al Festival come direttore, un battesimo esaltante. Mia Martini aveva una forza nel canto che non ho trovato in nessun altro interprete. Lei con la voce riusciva a guidarti. E sembra assurdo, perché il direttore ero io. L’orchestra non doveva far altro che accordarsi a lei. Ho un ricordo bellissimo anche di Mango: nei giorni del Festival, dopo le prove, una sera si mise a cantare pezzi della canzone napoletana in albergo. Si formò una tribunetta di persone a guadarlo. La mia popolarità? Quando c’è stata la standing ovation per me al festival ero emozionato ma anche imbarazzato”.

Vessicchio sa di essere diventato un idolo per gli spettatori che lo invocano puntualmente ogni anno. “La mia figura per quanto possa essere importante per l’esecuzione è diversa rispetto a quella del cantante“, spiega. “Sul palco c’era Patty Pravo e io infatti continuavo ad indicare lei, per dire al pubblico che era lei quella che doveva essere applaudita. Mi sono voltato e ho visto che anche lei mi stava applaudendo. Il pubblico mi vuole bene perché sono diventato una figura familiare. L’anno in cui non sono andato al festival, poi, mi hanno dedicato una valanga di meme, mi sono ritrovato in un gioco mediatico”.