Sul ribattezzato “Ares Gate”, ora è intervenuto anche l’attore Francesco Testi. Con la casa di produzione di Alberto Tarallo aveva lavorato ad alcune importanti produzioni come Caterina e le sue figlie, Il peccato e la vergogna, L’onore e il rispetto, Il peccato e la vergogna. Poi, dopo anni di successo, aveva deciso di fare un passo indietro. Il perché l’ha spiegato proprio lui a Selvaggia Lucarelli su TPI:

“Ho cominciato ad avere problemi lì quando sono venuto meno alla regola che potevi scoparti chi volevi ma non dovevi avere relazioni fisse perché distraggono dal lavoro. Una cosa che può essere moralmente contestabile, ma a me all’inizio non ha pesato più di tanto. Perché all’inizio era quello che volevo anche io, mille donne ma mai una storia seria, quindi non l’ho mai sentita come un’imposizione. Questo finché non mi sono innamorato di Reda, la mia fidanzata. Lì è nato il problema. Il rancore ce l’ho perché, dopo che ho fatto il protagonista del primo “Furore”, non mi avrebbero proposto di fare la seguente stagione morendo la prima puntata, se non mi fossi fidanzato seriamente”.

Testi smentisce categoricamente l’ipotesi di una setta (“Solo a sentire la parola mi viene da ridere, è una cosa ridicola“), ma parla di “lucherinate” per far parlare delle fiction e dei personaggi della Ares:

“Negli anni in cui io sono stato lì a me è stato chiesto di inscenare solo una cosa, e cioè la finta scazzotatta con Morra per gelosia, cosa di cui mi vergognavo pure. Lucherini, che era l’ufficio stampa di Ares Film e, come risaputo, un amante del cinema di una volta, delle paparazzate, delle storie create a tavolino. Mi sono turato il naso e l’ho fatto, ma nulla di così terribile. Era un po’ una vecchia roba alla Rock Hudson. Tarallo e Lucherini hanno sempre avuto quel riferimento lì delle produzioni americane, nella gestione degli attori e delle loro vite”.

“Negli anni in cui io sono stato lì a me è stato chiesto di inscenare solo una cosa, e cioè la finta scazzotatta con Morra per gelosia, cosa di cui mi vergognavo pure. Chi l’aveva ideata? Lucherini, che era l’ufficio stampa di Ares Film e, come risaputo, un amante del cinema di una volta, delle paparazzate, delle storie create a tavolino. Mi sono turato il naso e l’ho fatto, ma nulla di così terribile. Era un po’ una vecchia roba alla Rock Hudson. Tarallo e Lucherini hanno sempre avuto quel riferimento lì delle produzioni americane, nella gestione degli attori e delle loro vite (…) Non ho mai subito pressioni e con me non c’era bisogno di mettere in piedi delle recite, non ne avevo bisogno. Forse, e dico forse, ha fatto comodo anche a Garko fingere di essere altro, perché ora siamo nel 2020 e ragioniamo da progressisti, che uno sia etero o gay non ce ne frega nulla. Quindici anni fa un attore bellissimo come lui, amato dalle donne, forse raccontando tutto non avrebbe avuto la stessa carriera. Forse è stata una scelta condivisa e una tutela della sua professione”.

Nel 2012 Testi venne paparazzato con Sabrina Ferilli, ma l’attrice smentì un flirt con l’attore, aggiungendo anche che Testi avrebbe avuto un “profondo legame” con Tarallo (“Lui cerca pubblicità. Sono foto di scena, mai avuto rapporti intimi con Testi. Lui poi è profondamente legato al produttore di “Baciamo le mani”, Alberto Tarallo, il quale non ha mai nascosto il progetto di volerlo trasformare in un nuovo Garko“): i due finirono per vie legali. “Quel bacio , anche se faccio fatica a dirlo, era vero. Con lei stavamo pianificando addirittura un futuro insieme. Addirittura, lei aveva espresso il desiderio di avere un figlio da me. Si, ci amavamo, almeno questo era quello che credevo io“, era la versione di Testi.

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