Durante una conversazione, in giardino, con la paladina dei diritti lgbt, Stefania Orlando, stamattina, giovedì 24 settembre 2020, Tommaso Zorzi si è lasciato andare a qualche dichiarazione molto pepata su Lorella Cuccarini e Platinette. Ecco la conversazione integrale:

Zorzi: “Ultimamente la Cuccarini mi sta sul caxxo’. E’ una strxxza. Si è espressa contro i diritti gay 150mila volte. Come se non ci fosse un etero che abbia ballato ‘La notte vola’ da quando è nata quella canzone”

Oppini: “Lei non è simpatica per niente…”

Orlando: “Lei ha detto che è contrario al matrimonio e alle adozioni gay. Per lei il matrimonio è in Chiesa”.

Zorzi: “Ma nel 2020 non puoi rompere i coglioni. Heather Parisi l’ha asfaltata 500 volte. Mi sembra una un po’ più intelligente”

Orlando: “Stai parlando con una che in un’altra vita probabilmente era lesbica”

Zorzi: “A me dà fastidio la gente che apre bocca per seminare odio. Piuttosto taci che fai più bella figura. Da ballerina e showgirl, da una che sui gay ci ha fatto una carriera…. devi ammettere che grazie ai gay che qualcosina in più l’hai fatto”.

Ed, ancora:

Zorzi: “A Platinette gliene ho dette di tutte quelle che avevo. Gliele continuerò a dire fino a che avrò fiato in corpo. Tu ti approfitti delle battaglie che hanno fatto le persone prima di te per permetterti di fare quello che fai in televisione. E poi dici che la legge omotransfobia è un vittimismo degli omosessuali. Che sei contro il matrimonio gay e le adozioni gay. Ma se non ci fosse stata gente sparata a New York nel 1969 a Stonewall dove le trans venivano prese a fucilate dalla polizia per i tuoi diritti e fare la baraccona in tv, non ti permetti di andare contro questa battaglia. E’ tutto un gioco politico. […] Non c’è un mio amico gay che si senta rappresentata da Mauro Coruzzi. Lui è contro il matrimonio e le adozioni. Lui lo può fare perché ci sono persone che hanno lottato dei diritti prima di lui Diritti per cui sputa e ci guadagna. […] Non puoi parlare a nome della comunità perché non la rappresenti, non ti vogliamo. Nessuno si è mai s, checche di regime che si sentono protette. Diventano giochi politici. Io che sono un ragazzo di 25 anni, che ha viaggiato, che ha vissuto all’estero, che parla tante lingue, non posso sentirmi dire queste cose da persone che potrebbe essere i miei padri. Mi fa incazzare questa roba. Piuttosto taci. Non devi per forza dire qualsiasi cosa se mossi da motivi personali e politici. Fai del male alla gente”.

Iscriviti alla nostra newsletter
Altro su Dichiarazioni e interviste Leggi tutto