Barbara De Rossi: "Non sono femminista. Anche i maschi ricevono avances indesiderate"

Barbara De Rossi parla a Libero del tema molestie: "Giusto parlarne, ora c'è molta più attenzione. Ma non mi piace chi si attacca al Me Too per altri scopi. Anche gli uomini ricevono avances indesiderate"

Non sono femminista, gli estremismi non mi sono mai piaciuti”. A parlare è Barbara De Rossi che in un’intervista a Libero si ribella alla strumentalizzazione dell’argomento che porta, spesso con facilità, alla colpevolizzazione di tutti gli uomini. “Ogni campagna di opinione andrebbe impostata sulla base del rispetto – spiega - anche gli uomini dovrebbero essere rispettati, non si può demonizzarli tutti dicendo che sono delle carogne, perché ce ne sono tanti perbene. E poi pure i maschi ricevono avances indesiderate: conosco storie di attori che si sono trovati in situazioni strane, oggetto di attenzioni particolari da parte di donne”.

L’attrice, che in passato fu al timone su Raitre del programma Amore Criminale, precisa:

“Il fatto di essere donna non può essere un pretesto per godere di vantaggi o avere uno sgravio di responsabilità. Nel momento in cui rivendichiamo la parità di diritti, ci prendiamo anche tutti i pesi”.

Nessuna minimizzazione del problema, anzi. “È dal 1998 che faccio parte dell'associazione Salvamamme, di cui oggi sono presidente onoraria”, insiste la De Rossi. “Sosteniamo donne in difficoltà economiche, che sarebbero tentate di abbandonare i figli neonati nei cassonetti, suggerendo loro soluzioni pratiche per non sbarazzarsene. E poi difendiamo donne vittime di stalking e violenza, aiutandole a denunciare e mettendo a loro disposizione uno strumento, la Valigia di Salvataggio, piena di indumenti, prodotti di cura per il corpo, schede telefoniche e indicazioni di legge, con cui possono trovare il coraggio di lasciare la casa del carnefice. Occhio però: ci sono donne che se ne approfittano, inventando di essere vittime di violenza per vendicarsi del partner”.

Non manca, infine, un riferimento al Me Too: "Credo che, nei casi chiari di molestia e sopruso, sia stato giustissimo parlarne. E infatti adesso c'è molta più attenzione, è subentrato anche il timore di comportarsi male da parte di chi era abituato a farlo. Tutto questo è un buon risultato. Mi piacciono molto meno le persone che si attaccano al Me Too e lo usano per altri scopi".

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