Daniele Santoianni, l'ex gieffino nei guai: arresti domiciliari per reati mafiosi

L'ex broker molisano fermato a causa dei contatti con una cosca mafiosa: avrebbe lavorato da prestanome

Daniele Santoianni, l'ex concorrente del Grande Fratello è finito nei guai. Stando a quanto pubblicato dei principali quotidiani nazionali, l'ex broker molisano, oggi 39enne, si trova attualmente agli arresti domiciliari per reati legati ad attività mafiose.

L'uomo è tra le 91 persone che sono state arrestate questa mattina dalla Guardia di Finanza di Palermo nel blitz volto a colpire i clan mafiosi dell'Acquasanta di Palermo. Secondo i magistrati. Daniele Santoianni avrebbe avuto il ruolo di prestanome per la cosca in una società che si occupava della vendita e dell'acquisto di caffè tra la Sicilia e la Lombardia, la Mok Caffè S.r.l. Nell'ordinanza di convalida del fermo, viene riportato che l'azione di Santoianni avrebbe alimentato "la cassa della famiglia dell'Acquasanta, agevolando l'attività dell'associazione mafiosa".

Chi è Daniele Santoianni? La sua scheda di presentazione al Grande Fratello 10, esperienza televisiva che lo ha reso noto al pubblico televisivo, è ancora disponibile online. Nato il 21 giugno 1981 a Termoli, in provincia di Campobasso, Daniele Santoianni si descriveva come un ragazzo "molto socievole, un po' lunatico e fin troppo schietto". La sua partecipazione al programma fece molto discutere all'epoca: Daniele era infatti una delle vittime della grande crisi economica del 2008, che aveva sconvolto gli equilibri politici e sociali di molte nazioni, tra cui l'Italia.

"Pensavo che il mio fosse un futuro da manager, invece mi sono ritrovato a spedire, senza fortuna, migliaia di curricula in giro", raccontava, riuscendo poi a diventare consulente per alcune società lombarde e PR in una discoteca di Milano. Latin lover, venne paragonato dai più a Riccardo Scamarcio per la somiglianza dei tratti del viso. Daniele Santoianni ha resistito nella casa del Grande Fratello per 55 giorni, dal giorno 29 all'85. Ora gli aspetta una prova di reclusione ancora più intesa, di sicuro.

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