Coronavirus, le gaffe degli influencer e l'attacco di Francesco Facchinetti

Dalle uscite di Chiara Biasi e Chiara Nasti all'attacco di Facchinetti: il caos provocato dal Coronavirus ai tempi del social network

Coronavirus e Social network, c'è qualcosa che non va. Questo periodo storico in corso difficilmente potremo ricordarlo come positivo, davanti a noi ci sono i numeri che parlano chiaro, psicosi e rassicurazioni di un problema che mette caos.

In tanti sono pronti a dire la loro e i social sono in qualche modo il veicolo per qualsiasi tipo di opinione, ne sanno qualcosa le influencer più popolari che tramite i loro profili non risparmiano qualche parola a proposito.

Nelle ultime ore sono riesplose le polemiche su due nomi conosciuti del panorama web: Chiara Nasti e Chiara Biasi. La prima ha pubblicato delle video stories dal suo Instagram nella quale tenta di lanciare dei messaggi di rassicurazione : "Vi sono vicina, soprattutto alle persone del nord che sono state colpite. Prendiamo le precauzioni giuste" peccato che nel bel mezzo di un discorso di tutto rispetto, la Nasti si interrompe per mostrare le sue unghie ritraenti i batteri "Fate finta che l'ho preso anche io" ironizza.

Battuta che non è stata accolta bene da alcuni, tanto che l'influencer è stata accusata di aver superficializzato il problema.

Chiara Blasi invece non parla ma mostra uno screenshot tratto da una chat con un amico nella quale ironizza con una frase che non è passata inosservata: "Nessuno che mi sta sul c***o che muore". E dire che al momento oltre 100 persone sono decedute a causa dell'epidemia.

Anche Francesco Facchinetti è intervenuto tramite social, ma non per aggiungere carne sul fuoco bensì per attaccare gli influencer che parlano a sproposito sul tema delicato:

Sono parecchio indignato o In******o perché ci sono influencer o presunti tali che sono diventati famosi grazie a un video o una fotografia, quindi con zero talento (in alcuni casi sono diventati famosi anche grazie al mio aiuto per cui chiedo venia e scusa all’umanità intera) che hanno scambiato il coronavirus per Halloween, per qualcosa di divertente su cui prendersi per il c..o, su cui giocare e fare contenuti divertenti, senza capire che di questo coronavirus si muore. C’è allarmismo generale. Milano è ‘ghost town’, hanno bloccato tutto fino al 3 aprile. Ragazzi non c’è un c***o su cui scherzare.

Evidentemente senza peli sulla lingua, Facchinetti chiude sulla stessa linea con un messaggio chiaro:

Siete stati miracolati perché fate parte di una generazione dove non bisogna avere particolare talento per spaccare, quindi non rompete i c******i su faccende importanti.

 

 

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