Luca Tommassini, attacco omofobo: "Froc*o vattene" sul citofono di casa

Il coreografo e direttore artistico denuncia la violenza su Facebook: "Io zitto non ci resto"

Luca Tommassini vittima di un attacco omofobo. Il noto coreografo, direttore artistico di talent show come Amici di Maria De Filippi e X Factor e giudice della trasmissione Dance Dance Dance, è stato oggi protagonista di una spiacevole vicenda, che ha denunciato dalle colonne del proprio profilo Facebook. Sul citofono della propria casa romana, l'artista ha trovato un post-it che recava un messaggio intimidatorio. "Froc*o vattene", l'invito scritto a penna sul foglio di carta adesivo, che Luca Tommasini ritiene rivolto a lui perché applicato sulle targhette dei due interni di sua proprietà.

Nel denunciare l'accaduto sui social network, il coreografo ha ricordato le violenze fisiche e verbali della stessa matrice, subite sin da piccolo, dentro e fuori le mura di casa. "In un attimo mi è risalita tutta la rabbia di quando ero bambino e mi urlavano dietro froc*o a scuola e per strada", ha scritto Luca Tommassini, che ha poi confessato che lo stesso padre era solito discriminarlo per il proprio orientamento sessuale e usare violenza nei confronti della moglie, che invece ha sempre cercato di tutelare il figlio:

Si vergognava di me, non avevamo un rapporto “pubblico” e in privato lo avevamo solo quando mi faceva provare a pronunciare la “s” in modo corretto, offrendomi un premio in soldi, avevo la “s” moscia e lui la odiava. Non ho parlato per anni durante la mia infanzia per farlo stare sereno, per non farlo litigare con mia madre. L’ha picchiata spesso per “colpa” mia, le diceva che ero “froc*o” e le dava la colpa e le botte. Quando io e mia madre decidemmo di iscrivermi alla scuola di ballo sotto casa, lo facemmo di nascosto. Quando papà lo scoprì, ci fu una rissa a casa, tra le più brutte, in cui papà urlava a mamma che non dovevo più andare a studiare danza perché diventavo “frocio” e che finì con lui che ruppe una bottiglia di vetro sulla parete della cucina tenendo in mano il becco rotto cercando di colpire mamma e io che saltai dalla mia sedia mettendomi tra loro due evitando la tragedia

Alla denuncia dell'accaduto e al ricordo del tribolato passato, Luca Tommassini ha allegato anche un messaggio di solidarietà per chi subisce quotidianamente atti di omofobia, rivelando di essere disposto ad urlare ancora più forte di quanto non abbia fatto prima:

Ora denuncerò questo atto dell’era dei “citofoni”, ho 50 anni di esperienza con la paura e ho sempre vinto contro omofobi e razzisti che hanno cercato di far male a me e a chi mi amava. ORA BASTA, non possiamo più rimanere in silenzio, siamo tutti sotto attacco, non importa a chi lo dicono, io zitto non ci resto!
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