A vent’anni dalla prima storica edizione del ‘Grande Fratello’, Daria Bignardi (che ha portato il programma al successo al debutto in Italia), intervistata da ‘Repubblica’, ha ricordato il fenomeno televisivo, esploso in Italia, nel 2000, che ha profondamente tracciato il nuovo percorso della tv italiana:

“Nessuno di noi – da Gori a Dallatana a me meno di tutti – immaginava cosa sarebbe successo. Sapevamo che in Spagna il GF era andato molto bene. Io venivo dal primo programma che ho scritto, Tempi Moderni, che raccontava i cambiamenti del costume: credo che Gori volesse una giornalista perché così era stato in Spagna. Io non avevo nemmeno capito bene cosa fosse. Chiesi di conoscere i ragazzi prima che entrassero nella Casa: li incontrai uno dopo l’altro nel residence di via Madonna dei Monti dove abitavo le due sere la settimana che passavo a Roma. Mi colpì Pietro Taricone: vulcanico, magnetico, molto affettuoso”.

La giornalista ha delineato minuziosamente il ritratto di uno degli storici concorrenti del programma, Rocco Casalino, che, dopo il reality, ha intrapreso la carriera politica diventando, ora, portavoce del premier Giuseppe Conte:

“Bella carriera, no? Nella Casa era amico di Pietro Taricone e di Marina La Rosa: una persona particolarmente intelligente ma difficile da interpretare, più autore che personaggio. Intendo dire che non era un personaggio così marcato e definibile come Pietro o altri della casa: aveva un’energia più riflessiva, meno spontanea. Non riesco a dare tutta questa importanza di evento con un prima e un dopo irreversibile al Grande Fratello. Capisco che da un punto di vista narrativo sia interessante farlo, ma mi sembra che i grandi cambiamenti arrivino spesso per caso e siano provocati da un complesso di cose: mai da nulla di prestabilito o prevedibile”.

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