Vincenzo Mollica: "Il Parkinson, il diabete e la cecità? Compagni di viaggio fastidiosi"

La forza di volontà di Vincenzo Mollica nella lotta contro il morbo di Parkinson, il diabete e la cecità

Vincenzo Mollica è un monumento del giornalismo italiano. L'inviato, dopo tanti anni di onorato servizio in Rai, sta raccogliendo i frutti e l'affetto dei telespettatori. Negli ultimi tempi, è entrato nel dizionario Treccani, l'amico Fiorello l'ha trasformato in un simpatico pupazzo ed è richiesto per entrare a far parte della squadra della nuova edizione de 'La Vita in diretta' (Fonte Libero):

"Se ieri mi definivo un cronista impressionista e impressionabile, oggi più coscientemente penso di essere un apprendista pensionabile. Sono arrivato a quel periodo di vita dove vedi in lontananza la giovinezza e molte persone, con fare cortese, iniziano a dirti che stai per vivere una seconda gioventù. Con altrettanto garbo, capisco invece che sto entrando nell'età del rincoglionimento totale (ride, ndr). Quanto alle proposte lavorative, è vero, ne ho ricevute diverse e le sto vagliando: ne sceglierò sicuramente qualcuna, da fare in modo saltuario. Devo sempre tenere a bada il buono,il brutto e il cattivo che mi accompagnano, ossia il Parkinson, il diabete e la cecità"

Il giornalista, anche nei momenti più difficili della sua salute, non si è mai buttato giù:

"Non sono malattie facili da accettare: sono compagni di viaggio fastidiosi, a volte perdo la pazienza, ma tengo sempre in tasca un sorriso, per tirarlo fuori quando serve. Anche la fede mi è di sostegno: sono sempre stato credente. Come mi disse Vittorio Gassman: “Ogni tanto parlo con il Capoccia (Dio, ndr), non sempre ci capiamo ma andiamo avanti a parlare".

Per amicizia con Fiorello, il cronista accetterebbe anche un ruolo ad hoc per il prossimo Festival di Sanremo:

"Fiorello ha carta bianca con me, gli lascio fare tutto quello che vuole. D'altronde di fronte a un artista geniale come lui, ci si consegna in segno di resa: è il comportamento più giusto. Fiorello è straordinario, quando inizia un progetto nasce sempre qualcosa di bello. È un maestro del linguaggio ed è questo a fare la differenza: se vai in tv per fare una battuta, non succede nulla, se invece racconti qualcosa allora entri nel cuore dello spettatore".

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