Giada Pezzaioli incinta, dramma in ospedale: "Mi avevano detto per errore che avevo subito un aborto"

La ragazza racconta il trauma subito all'inizio della seconda gravidanza: "Mi avevano detto che avevo abortito, poi ho sentito il suo battito"

Giada Pezzaioli è in attesa del secondo figlio da Giovanni Conversano, ex tronista di Uomini e Donne, tra i più amati della trasmissione di Canale 5. Sebbene il periodo della gravidanza regali generalmente per natura grandi soddisfazioni, sostenute dalla gioia di avere una nuova vita fra le mani, tuttavia Giada Pezzaioli ha vissuto alcuni momenti di panico nel corso delle prime settimane di gestazione.

Nei primi mesi di gravidanza, la modella ed ex concorrente di Miss Italia ha infatti subito una minaccia di aborto, che l'ha costretta a recarsi dai medici in ospedale. Medici che, stando al racconto di Giada, le avrebbero comunicato di aver perso il bambino. Ma non è andata così, ecco il suo racconto dall'entrata in ospedale su Instagram:

Siamo arrivati in ospedale, io continuavo ad avvertire dolori. Ho trovato purtroppo persone che nella vita tutto dovrebbero fare tranne che i medici. Una in particolare non la dimenticherò mai, non posso fare nomi. In pronto soccorso ero in condizioni alterate, piangevo, ero angosciata. Questa dottoressa, quando le ho detto che perdevo sangue ed ero incinta di sei settimane, mi ha risposto "Ah, va bene". Come se perdere un figlio a sei settimane non fosse terribile come perderlo più in là. Per carità, più si va avanti e peggio è, ma questo non significa che un medico possa sottovalutare il dolore, la sofferenza di una donna che sta realizzando una tragedia.

Dopo aver perso molto sangue e subito un trauma notevole, sola nella stanza per via dell'emergenza Covid, la donna è stata assistita a richiesta dallo zio del compagno Giovanni Conversano, che è riuscito a rassicurarla e a fornirle la versione corretta della storia. Nessun aborto, ma una minaccia con lesione all'utero, già guarita:

Lo zio di Giovanni, che era di turno, l'ho visto arrivare col sorriso. A quel punto, quell'incompetente ha visto la camera gestazionale e il sacco vitellino. Non posso descrivere cosa ho provato. Una sensazione di felicità mista a disgusto. Ho vissuto attimi di terrore. Da quel momento, ha iniziato un percorso terapeutico, per la minaccia d'aborto. Sono stata a riposo. Ho avuto momenti di sofferenza brutti, non potevo fare nulla. Mi dicevano di non prendere in braccio Enea ma quando sei mamma è difficile restare a riposo. La lesione nell'utero si è riassorbita. Al momento dell'ecografia, quando ho sentito il suo battito, è stata un'emozione indescrivibile vedere questo esserino restare attaccato alla vita.

 

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