Leo Gassmann: "I miei genitori non mi hanno mai fatto sentire il peso del cognome"

Leo Gassmann, ospite a Vieni da me, orgoglio di mamma Sabrina Knaflitz, papà Alessandro e nonno Vittorio

Leo Gassmann, ospite, oggi, 5 marzo 2020, di 'Vieni da me', ha parlato anche della sua famiglia: papà Alessandro, nonno Vittorio e mamma Sabrina Knaflitz:

Leo: "Sono onorato di far parte della mia famiglia. Hanno un percorso diverso dal mio. Li stimo da fan. Li voglio bene come un figlio e come un nipote. Io sono fan di tutte quelle persone che si impegnano per raggiungere il loro sogno. Papà è una persona che si sveglia per portare buoni valori e di fare sempre quello che gli piace".

Il giovane cantautore ha confessato che il brano 'Va bene così' è nato, per caso, mentre la madre stava preparando la pasta per il sugo nella cucina di casa:

Leo: "I miei si vede che si amano e continuano ad amarsi. Il valore dell'amore me l'hanno trasmesso loro. Sono fortunato perché ho avuto la fortuna di avere due genitori che hanno creduto sempre in me. Mi hanno cresciuto con dei valori. Mia mamma mi ha dato un appoggio morale e creduto nelle mie potenziali musicali. E' stata lei a farmi fare il provino al Conservatorio di Santa Cecilia. Venni preso. Ero uno dei più giovani. Anche li non mi sentivo all'altezza, c'era gente che suonava da un sacco di anni".

Il trionfatore della sezione Nuove Proposte di 'Sanremo 2020', questa estate, ha trascorso un mese in tenda lontano da tutto e tutti:

Leo: "Fino a quando non ho avuto l'idea di buttarmi nel mondo del mainstream, non aveva paura. Lui è sempre stato preoccupato per i miei studi. Io continuo a studiare. All'Università continuo ad andarci. Studio comunicazione, psicologia. Trovo spunti di riflessione per la mia musica".

Leo, negli anni, è riuscito a crearsi una propria identità nonostante il cognome 'ingombrante':

Leo: "Non mi hanno mai fatto sentire il peso del cognome. Sono cresciuto con tanto amore. Quando passi una certa fascia d'età, e quei commenti negativi non ti sono arrivati, sei più preparato a fronteggiarli. I miei, fino a 18 anni, mi hanno impedito di fare qualsiasi cosa che mi potesse farmi notare a livello nazionale".

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