Valerio Scanu: “La morte del mio papà per Covid mi ha devastato”

Il dolore di Valerio Scanu ad un anno dalla morte del papà Tonino scomparso a causa del Covid-19: l’intervista ad Oggi è un altro giorno

Ospite di ‘Oggi è un altro giorno’, Valerio Scanu ha parlato, in tv, per la prima volta, della morte del padre Tonino, scomparso, il 23 dicembre dopo aver lottato un mese (purtroppo invano) contro il Covid-19:

Quando è finito nel primo ospedale abbiamo fatto una videochiamata ed ha risposto subito. Si minimizzava anche. Lui è finito in ospedale perché aveva questa polmonite bilaterale. […] Ha avuto questa febbre. Mia mamma l’ha subito isolato. Ha prenotato il tampone. Sono venuti a farglielo a casa. Appena hanno visto i polmoni se lo sono caricati in ambulanza per portarlo in ospedale. E’ stato trasferito in un secondo ospedale. Sdrammatizzava dicendo: ‘Sto bene’. Aveva il casco, saturava. L’unica cosa di cui mi pento è che non l’ho mai chiamato. Lo faceva mia mamma e ci riportava tutto.

Papà Tonino, in quelle settimane, si è sottoposto ad ogni cura prima di finire in terapia intensiva per complicazioni ai polmoni:

La situazione è precipitata da un giorno all’altro. Mi avevano chiesto il consenso per le monoclonali che ho subito firmato. E’ stato quasi un mese intubato. Mia mamma era positiva a casa, lo è stata fino al 7 gennaio. La vedevo dal balcone.

Ad un anno di distanza, il vincitore di ‘Sanremo 2010’ è convinto che l’amatissimo padre si sarebbe fatto vaccinare:

Se lo sarebbe fatto. Con i No Vax mi incazzo sempre, mi ci avveleno. Nonostante ciò non riesco ad augurare a questa gente la metà di quello che ho provato io.

Una scomparsa che ha lasciato un vuoto indelebile in Valerio:

Mi ha devastato. Io sono schivo. Gli avrei voluto dire tanto cose. Che non se ne doveva andare perché me le doveva. Perché ero stato un bravo figlio. Il lavoro ‘sporco’ con la mia famiglia. L’ha sempre fatto lui. Le mazzate dei medici. Era lui che tutelava tutti.