A Non è l’Arena su La7 era atteso l’intervento di Alberto Tarallo, il produttore cinematografico coinvolto nell’ Ares gate venuto a galla dopo alcune conversazioni avvenute all’interno della casa del Grande Fratello VIP tra Adua del Vesco e Massimiliano Morra. Tarallo si presenta agguerrito e pronto per rivelare la sua verità: “Se sono qui non è solo per difendermi ma anche per difendere la memoria del mio compagno Teodosio Losito“.

Tarallo, mai nominato dai due concorrenti ma sottinteso nei loro discorsi viene chiamato il “Lucifero” di una setta:

Ero ad un pranzo di lavoro quando mi ha chiamato un mio amico rivelandomi che mi hanno definito Lucifero. La cosa mi ha fatto sorridere, poi quando hanno giocato duro si sono riaperte ferite. All’inizio ho sentito dolore, ora tanto schifo.

Fra le altre cose, Adua e Massimiliano per tempo hanno affermato di essere stati insieme per diverso tempo (si parla di 1 o 2 anni, ma anche su questo particolare aleggia il giallo), il produttore li sbugiarda e rivela:

La loro storia d’amore è finta come sono finti loro sullo schermo perché fu una storia inventata a tavolino da me, da Enrico Lucherini e dal compianto Sandro Mayer. Io e Teodosio abbiamo prestato una nostra casa alla madre e alla sorella di Adua che erano venute a Roma a trovarla, per questo dire che noi non facevamo vedere la sua famiglia mi sembra abbastanza strana.

E aggiunge: Adua non ci ha mai detto che era fidanzata, ci ha detto che aveva lasciato un ragazzo di Messina perché era manesco e voleva farla diventare testimone di Geova poi ha raccontato una storia molto particolare a me e a Teodosio con molte versioni diverse“.

Mentre in riferimento alla storia tra Adua e Gabriel Garko conferma:

La loro storia era una favola, ma non so come Garko abbia potuto aiutare Adua nel suo momento di difficoltà perché nelle chat che lei si scambiava con Teodosio, lei si lamentava degli atteggiamenti di Garko nei suoi confronti. Io ho aiutato Adua consigliandole di andare in una clinica dove avremo pagato noi 900 euro al giorno. Io l’ho aiutata nei limiti possibili, soprattutto Teo.

Adua e Massimiliano nella casa del Grande Fratello parlano del produttore e sceneggiatore Teodosio Losito, l’attore parlando con la sua collega ha detto: “Lui era un povero, nel senso che era proprio una vittima“.

Tarallo è sbigottito da queste parole e replica:

Provo un ribrezzo acuto e doloroso nei suoi confronti, sentire queste cose mi fa schifo. Teodosio era una persona speciale. Io credo che lui è stato il completamento come persona, come professionista. Siamo stati insieme per 20 anni e 5 mesi.

Giletti sposta l’attenzione nuovamente sul fatto centrale e si parla delle ragioni che avrebbero portato all’interruzione dei rapporti lavorativi con Morra:

Massimiliano è stato cacciato da Teodosio perché ha fatto qualcosa di grave. Adua accusava Massimiliano di cose che erano abbastanza gravi della quale non voglio parlare. Bisogna capire se lei dicesse la verità. Loro che parlano di ‘sette’ non si rendono conto che ogni mattina una persona deve trovare un motivo per andare avanti e che dentro ha una sofferenza lacerante? Questo sistema mi fa ribrezzo. Non posso tollerare certe cose.

Adua e Massimiliano durante le loro conversazioni hanno toccato anche un particolare molto delicato parlando di quelle che potrebbero essere le cause della morte di Teodosio Losito. ipotizzando l’istigazione al suicidio. Tarallo, rabbioso, replica con fermezza rivolgendosi direttamente “alla persona che ha macchinato tutto questo e che ha portato loro due a dire ‘istigazione al suicidio’, io so chi sei e so perché l’hai fatto, vergognati!“.

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