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Fedez vs Codacons: l’associazione ha diffamato il rapper!

Si conclude l’ennesima “partita” tra Fedez e il Codacons con un risultato inaspettato: l’associazione ha diffamato il rapper!

L’ennesimo scontro tra Fedez e il Codacons si è concluso e ha portato ad un risultato inaspettato.

La querela per diffamazione aggravata presentata dal rapper Fedez contro il Codacons ha raggiunto un nuovo capitolo. La Procura di Milano ha chiuso l’inchiesta nei confronti dell’associazione dei consumatori, segnando un passo importante nella controversia legale.

Fedez: le accuse contro il Codacons

Diversi mesi fa il Codacons aveva richiesto alla Guardia di Finanza di indagare sulle società legate a Fedez. Secondo gli avvocati del rapper, Gabriele Minniti e Andrea Pietrolucci, il Codacons, attraverso dichiarazioni allusive e implicite, aveva accusato Federico Lucia di essere coinvolto in attività illegali.

Nello specifico, il comunicato diffuso il 12 febbraio scorso dal sito dell’associazione, diretto da Giovanni Masotti, affermava che Fedez faceva parte di un “Potere occulto e trasversale” e utilizzava “raffinati” strumenti societari per condotte di evasione fiscale.

Un’accusa grave che ha spinto il rapper ad agire per vie legali contro l’associazione.

Fedez contro Codacons: la chiusura delle indagini

La chiusura delle indagini, avvenuta il 10 marzo per mano del pm milanese, in genere anticipa una richiesta di rinvio a giudizio. Tuttavia, c’è la possibilità che le parti coinvolte possano arrivare a un accordo extragiudiziale.

Gli avvocati del rapper hanno, inoltre, dichiarato che le accuse del Codacons erano infondate e diffamatorie. Hanno sottolineato come l’associazione abbia consapevolmente danneggiato l’immagine del rapper, accusandolo senza prove concrete.

La procura di Milano ha quindi deciso di chiudere le indagini.

Un altro scontro tra il rapper e il Codacons si era concluso il 6 maggio quando la Procura di Roma ha chiesto il non luogo a procedere nei confronti del rapper, accusato di calunnia ai danni del Codacons per le sue affermazioni su un banner pubblicato nel 2020 durante la pandemia.

Adesso resta da vedere se le due parti arriveranno ad un accordo o se continuerà ancora la battaglia legale.

Bianca Gallo

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