La mamma di Corona a Verissimo: “Ragazzo perbene, vittima del sistema, mai drogato” . Toffanin innocentista

Intervista choc a Gabriella Corona, che fa un appello a Napolitano contro la giustizia italiana.

Avete presente quando Lily Van Der Woodsen va in soccorso della figlia Serena, finita in carcere per le sue bravate, puntando tutto sul mix di lacrima influente e collane di perle? In America è la trama di un episodio del telefilm Gossip Girl, in Italia la nuova puntata della soap di Fabrizio Corona dentro Verissimo. A difenderlo oggi come solo una mamma può fare, Gabriella Corona, a cui perdoniamo le bellissime parole dedicate al figlio.

Lascia più sorpresi, invece, che Silvia Toffanin, per il solo fatto di ricompensare Fabrizio per le tante esclusive ricevute, abbia sposato in pieno la linea innocentista. Avallando, ad esempio, degli rvm con un testo come “Corona sperava che Verissimo gli portasse fortuna”.

La mamma dell’ex latitante ha difeso il sangue del suo sangue in maniera esagerata:

“In carcere aveva paura di rischiare per la sua incolumità. La prima volta è stata un’esperienza atroce per lui. Non era abituato a quell’ambiente, non essendo lui un delinquente. E’ un ragazzo tra virgolette perbene, cresciuto in una famiglia perbene, con una certa educazione. La vita l’ha portato a commettere certi errori, ad avere dei comportamenti fuori dalle regole ma, trovandosi in carcere, ha visto una realtà che non era assolutamente adeguata a quello che in realtà è Fabrizio. Del carcere forse ha avuto paura”.

Poi ha parlato subito di condanna ingiusta:

“Eravamo assolutamente convinti che questa sentenza non fosse riconfermata in Cassazione. E’ stata una cosa assolutamente ingiusta e paradossale, dettata probabilmente da un giudizio morale che i magistrati hanno voluto dare a mio figlio, non basato su dati giuridici. Purtroppo Fabrizio è vittima di uno stato di cose che in Italia non funzionano, in Italia non funziona niente. E’ un Paese in crisi, è un Paese inginocchiato davanti a eventi assurdi, quali la corruzione, le istituzioni che non funzionano, la magistratura che fa il buono e il cattivo tempo. Tutte queste condanne che ha preso sono assolutamente eccessive rispetto ai reati tra virgolette che avrebbe, secondo loro, commesso”.

A questo punto la signora Corona ha citato espressamente il caso Trezeguet:

Gabriella Corona piange a Verissimo

Gabriella Corona piange a Verissimo
Gabriella Corona piange a Verissimo
Gabriella Corona piange a Verissimo
Gabriella Corona piange a Verissimo
Gabriella Corona piange a Verissimo

“Per quanto riguarda la sentenza della Cassazione sul caso Trezeguet cinque anni non si danno neanche ai mafiosi dove proprio c’è estorsione e minaccia. Fabrizio al momento serve come capro espiatorio per placare la rabbia degli italiani contro le ingiustizie. C’è un accanimento contro il personaggio che lui ha voluto creare. Non è un delinquente tale da meritare tutti questi anni di carcere. Non lo dico io da mamma che difende il suo figlio, ma anche avvocati di grande fama. Lui è vittima del sistema. Mio figlio è frutto dei tempi, quello che è accaduto in Italia, un capovolgimento del costume italiano. Fabrizio è stato affascinato da questo tipo di mondo, il mondo dell’esteriorità, della bellezza, dei soldi, delle belle donne.”.

La Toffanin ha, così, replicato:

“Trezeguet non si è costituito a parte civile ed è stato risarcito con il doppio dei soldi”.

C’è stato anche lo spazio per il quadretto familiare:

“Per me e mio marito è sempre stato importante coltivare l’aspetto interiore di noi stessi. Mio marito non si è mai arricchito con il suo lavoro di giornalista, fino all’ultimo giorno della sua vita ha pagato il mutuo della casa ed è stato un grande direttore di testate. Fabrizio, come molti ragazzi, purtroppo ha avuto a suo sfavore il fatto di essere nato molto bello. La bellezza è stato un’arma a doppio taglio per lui, ha incontrato gente sbagliata. Si è buttato in un mondo che non gli apparteneva e che lo ha trasformato. Si è costruito questo personaggio per esorcizzare la paura di confrontarsi con la sua coscienza. Io credo di essere non dico tutto, ma sicuramente sono una cosa molto molto importante per lui. Sa che da me può trovare rifugio, la sua parte sensibile ha ancora bisogno di essere sostenuta”.

Il Corona degli ultimi anni aveva messo la testa a posto, secondo suo madre, al punto da diventare un modello importante contro la crisi in Italia:

“Fabrizio non posso dire che è un bravo ragazzo, mi ha sempre fatto disperare. Però mi sento di dire in assoluta coscienza che non è un criminale e non lo sarà mai. E’ una persona anche perbene, poi purtroppo molte cose non le condivido e comunque negli ultimi due anni ha sistemato tutte le sue cose dal punto di vista dei debiti. Ha messo la testa a posto. Ha messo su quest’azienda che va benissimo, che ha trenta dipendenti che lo adorano e che hanno anche delle famiglie da mantenere. Con un’Italia così in ginocchio un imprenditore giovane che riesce a far lavorare tanta gente è un vanto per l’Italia. Sono orgogliosa di essere la mamma di questo Fabrizio Corona. Non accetterò che mio figlio possa restare in carcere per anni per una sentenza non dettata dagli studi delle carte, ma da un giudizio di tipo punitivo che è assolutamente vergognoso. Mi sento di fare un appello alle forze politiche e al Presidente della repubblica, perché a Fabrizio non vengano violati i diritti civili. Questa sentenza è immorale, è fatta per la morale, ma siccome la morale in Italia non esiste più… che non paghi solo Fabrizio Corona, ma le persone che veramente lo meritano, gli assassini, gli stupratori”.

La Toffanin ha, iniziato, finalmente a fare domande, seppur tutte con toni difensivi:

“Mi ha colpito che suo figlio ci ha tenuto a dire che non è scappato. Perché? E’ stata una fuga rocambalesca, con una Cinquecento, senza andare in autostrada. E’ stato molto appoggiato dal popolo di Facebook: “Dovevi scappare, non consegnarti”.

La mamma ha tirato fuori l’orgoglio meridionale:

“Fabrizio è un siciliano, è un uomo d’onore. Infatti non aveva programmato la fuga, altrimenti me l’avrebbe detto. Lui ha avuto paura al momento della sentenza, non se l’aspettava. Si aspettava un rinvio di processo. Aveva paura per la sua vita. Sarebbe stato meglio se si fosse costituito”.

Ancora la Toffanin:

“Perché ci teneva a dire che non si è consegnato piangendo?”.

E sempre l’orgoglio sanguigno da uomo del sud prende il sopravvento:

“Perché lui è un uomo d’onore, sempre per lo stesso discorso. Il siciliano d’onore non piange mai. Il suo cuore è sensibile e generoso. E’ una persona anche bellissima, Fabrizio. Chi conosce il vero Fabrizio lo ama. E’ stato appoggiato anche da grandi giornalisti sul fatto che questa sentenza sia una follia”.

Infine, la dichiarazione clamorosa sulla malattia da cui è affetto Corona:

“Mio figlio soffre di una depressione monopolare, usa medicine per regolarizzare il suo umore. Vorrei fosse aiutato i primi tempi. Comunque il suo avvocato si occuperà di questo. Spero che questo almeno gli sarà consentito. Io combatterò affinché sia fatta giustizia. Fabrizio avrebbe bisogno di una detenzione alternativa. Dovrebbe fare lavori pesanti, assistere dei malati e degli infermi, capire la sofferenza vera che c’è in giro. Il carcere gli ha peggiorato un inizio di disturbo della personalità. Poi quando è uscito dal carcere non era più in sè. Ha cominciato a fare dei reati perché ha conosciuto in carcere dei delinquenti veri. Il carcere peggiorerà la sua condizione psichica. Non dico che lui non debba pagare, ma non quello che non ha commesso. Altrimenti devono pagare le persone che hanno commesso i veri reati. Fabrizio è vita, il carcere è morte. Lui non deve morire moralmente. Non mi possono distruggere un figlio in questo modo ingiusto.”.

E il bambino di Corona e Nina Moric in tutto questo come sta reagendo? L’importante è che gli hanno insegnato come si dice in versione legalizzata “sottrarsi al carcere”:

“Carlos sa tutto, sa che suo padre andrà in carcere, sa che era andato in cerca di rifugio per poter risolvere questo problema col carcere italiano. Ho spiegato, papà non è scappato, è andato a cercare un posto per non andare in carcere in Italia”.

Gabriella Corona ha anche raccontato qualche macabro dettaglio sul fermo di Fabrizio a Lisbona:

“In Portogallo lo hanno trattato malissimo, messo senza un letto, per terra con la finestra aperta e un freddo cane, come il peggiore dei delinquenti. Invece gli stupratori in Italia stanno agli arresti domiciliari”.

E così ha rivolto persino un appello al Presidente della Repubblica:

“Chiedo al Presidente Napolitano e a tutte le forze politiche che aiutino mio figlio a venir fuori da una situazione ignobile”.

Infine, la dichiarazione più eclatante:

“Fabrizio nella sua vita non si è mai drogato. Querelerò chi l’ha scritto. E’ una persona che mangia benissimo per mantenere il suo fisico”.

Cuore di mamma.

Gabriella Corona piange a Verissimo
Gabriella Corona piange a Verissimo
Gabriella Corona piange a Verissimo
Gabriella Corona piange a Verissimo
Gabriella Corona piange a Verissimo
Gabriella Corona piange a Verissimo
Gabriella Corona piange a Verissimo
Gabriella Corona piange a Verissimo
Gabriella Corona piange a Verissimo
Gabriella Corona piange a Verissimo
Gabriella Corona piange a Verissimo
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