Della Fontana di Trevi diventata rossa se n’è parlato tanto in questi ultimi giorni. Il gesto compiuto con tutta probabilità da Graziano Cecchini è stato decisamente di impatto, molto scenografico e, diciamo la verità, anche molto spettacolare.

Quello che però non si dice (e che a Roma si sussurra appena) è ancora più divertente ed entusiasmante. Infatti, sembra che l’eclatante gesto non sia proprio tutta farina del sacco di Graziano Cecchini ma che quest’ultimo si sia semplicemente limitato a rubare l’idea. A chi? Semplice, a Walter “Weltroni”. Secondo rumors non confermati sembrerebbe che la bizzarra trovata fosse un’idea del sindaco e del suo entourage per concludere in grande la Festa Internazionale del Cinema di Roma.

Evidentemente qualche talpa ha fatto trapelare la notizia fino a Graziano Cecchini, nemico per sua stessa ammissione di “Weltroni” e della Festa del Cinema, il quale non ha perso l’occasione e ha sferrato un duro colpo ai danni del primo cittadino romano bruciandolo sul tempo.

Ammetto che la notizia ha il sapore di una spy story cinematografica; però, riflettendoci, ho considerato che il colore rosso è il colore simbolo della Festa del Cinema, che la fontana di Trevi è l’emblema della Dolce Vita e di Federico Fellini a cui è dedicato il Festival e che la sostanza usata è assolutamente innocua e, quindi, scelta appositamente dopo uno accurato studio.

Tutti elementi che potrebbero essere stati preparati da un bravo scenografo e sceneggiatore: Walter Weltroni appunto. Certo è che la trovata, rubata o no, ha catalizzato l’attenzione ed entusiasmato molto, ma molto di più di questa Festa Internazionale (ma neanche troppo) del Cinema.

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