Questa fase della mia vita è molto pericolosa. Mio marito sta pianificando un incidente d’auto con la mia macchina, un guasto ai freni e una ferita mortale alla testa, in modo da sgomberare la strada per sposarsi di nuovo.

Queste parole sono state scritte dalla principessa Diana 10 mesi prima dell’incidente, in una lettera indirizzata al suo fedele maggiordomo. Lettera che è stata presentata presso l’Alta Corte di Londra e che avvalora in modo significativo la tesi di un complotto per uccidere la bella principessa. Mille teorie sono state ipotizzate sull’incidente causato e voluto perché Diana era diventata scomoda. Forse era incinta. Forse voleva sposare un uomo di religione islamica. Forse voleva convertirsi al cattolicesimo. Tutte ragioni molto gravi per una donna appartenente alla famiglia reale e madre dell’erede al trono d’Inghilterra, tanto gravi e profonde, che noi poveri comuni mortali che ragioniamo con i sentimenti non possiamo neanche concepire.

Ma lei scrive di un piano ideato da Carlo per ucciderla per poi potersi sposare di nuovo. Mica alta strategia di palazzo, ragioni di stato, intrighi internazionali? Macché, Carlo la vuole uccidere per sposarsi con la befana di Camilla. Terribile, angosciante, svilente per la poca nobiltà del gesto e per le puerili ragioni che lo hanno messo in pratica. La solidarietà ai due figli coinvolti in trame deliranti e meschine degne di sceneggiati alla Rivombrosa.

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