Kirsten Dunst ha vinto la depressione 'scappando' a Parigi

kirsten dunst

Non è la prima volta che Kirsten Dunst parla del periodo nero vissuto pochi anni fa, quando si è trovata ad affrontare il buco nero della depressione. Ad aiutarla a venirne fuori, come già detto altre volte, sono stati il rehab, l'analisi e la sua famiglia, ma non solo: anche e soprattutto la fuga da Hollywood, per rifugiarsi a Parigi.

Lo racconta così, oggi, con naturalezza, al settimanale A:

"Mi ero ammalata, ma sono uscita dalla depressione: il rehab e poi l'analisi mi hanno resa più forte. Non l'ho tenuto nascosto: mai vergognarsi della propria debolezza. Era stato il vivere su un doppio binario: andavo in una scuola 'normale', ma i fan mi fermavano per strada".

Il vero problema era lei che non si sentiva bene con se stessa:

"La maggior parte delle volte essere riconosciuti è piacevole. Però l'ultima cosa di cui avevo bisogno era la gente che mi fermava dicendomi: 'Ciao, Mary Jean di Spider-Man'. Non c'entrava il film o la popolarità: ero io che non stavo bene con me stessa. Capita di aver bisogno di cambiare. Un periodo che finisce, un amore che non c'è più".

Lei però voleva scappare da tutto e da tutti, e così ha fatto armi e bagagli e si è trasferita, da sola, in Francia:

"(Volevo scappare) da tutto. Dall'immagine a cui sentivo di dovermi adeguare. Mi sono trasferita in Francia: sono orgogliosa di poter dire: 'Ho vissuto da sola a Parigi'. Studiavo la lingua, vivevo nel mio appartamento, andavo al cinema, facevo shopping. Ero fuggita dall'America, da Hollywood, dai fantasmi di certe persone...".

Ed è stato a Parigi che Kirsten ha ritrovato finalmente se stessa:

"Sì. E sono riuscita a sentirmi di nuovo sexy. È tutto cominciato lì. Ho fatto altri incontri, personali e professionali. Accumuli tutto e tutto ti aiuta. La sensualità non è solo qualcosa di fisico: avere un bel corpo, bei vestiti, qualcuno che ti dice che sei bella, aiuta, certo. Ma conta di più la sicurezza che sei forte dentro. In questo senso sì, mi sento sexy".

Fonte: settimanale A
Foto © Getty Images

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