Vanessa Incontrada: "Ho perso tempo a cercare la perfezione, dimenticandomi di essere felice"

La showgirl si commuove a "20 che siamo italiani", parlando della propria esperienza personale col concetto di perfezione e le critiche degli hater

Vanessa Incontrada a cuore aperto. La showgirl spagnola, nella seconda puntata di 20 anni che siamo italiani, ha recitato un monologo molto intenso sul concetto di perfezione, portando sul palco la propria esperienza personale. "La perfezione non esiste", ripetuto come un mantra, con la consapevolezza di chi ha patito il dolore delle critiche feroci dei leoni da tastiera, che spesso l'hanno attaccata per l'aspetto fisico, mutato nel tempo.

All'inizio dell'intervento, Vanessa Incontrada ha confessato che ad aiutarla ad accettarsi ha contribuito colui che sarebbe diventato suo marito, Rossano Laurini:

La perfezione non esiste. Magari lo avessero detto prima a me, sapete? Dovrebbero inserirlo tra i primi insegnamenti che ci danno: lavati le mani prima di mangiare, non dire le parolacce, la perfezione non esiste. È come in amore: pensavo di dover essere perfetta per trovare l'uomo della mia vita, per piacergli, perché si innamorasse di me. Alla fine ho trovato un uomo molto speciale, Rossano, mio marito, che mi ha detto una cosa che mi ha fatto molto ragionare: devi sorridere per i tuoi difetti, ed è vero. E si è preso il pacchetto intero, pregi e difetti, e io ho fatto la stessa cosa con lui, o almeno ci stiamo provando.

Dimostrando una reale tenerezza, la donna ha ricordato tutte le paranoie che nel tempo l'hanno tormentata e l'hanno spinta a cercare di catturare una chimera, quella perfezione che nessuno può e deve raggiungere. E in una società che fa dell'immagine un culto, questa ricerca estenuante ha sempre a che fare con le forme, apprezzate o disprezzate in base alle epoche e alle culture:

A volte vorrei parlare alla Vanessa di venti anni fa e darle un piccolo consiglio: smettila di essere diversa da quella che sei, tanto la perfezione non esiste. Io volevo diventare ciò che non sono, un po' più così, un po' più cosa. Tutti mi volevano diversa, ma tutti chi? Ho perso tempo a cercare di essere giusta, dimenticandomi di essere felice, perché pensavo di essere sbagliata agli occhi degli altri. Se fossi nata negli anni '30 o nei '50, quando il modello femminile era morbido, sarei stata perfetta. Ma vivo nel 2000 e avere le forme è ritenuto sbagliato. E per questo dovrei vergognarmi? Pensate se fossi nata in Colombia, a questo punto magari sarei potuta essere la musa di Botero, anzi maestro, se mi sta guardando sono a sua completa disposizione. Adesso riesco a sorridere, ma non è sempre stato così, perché a volte le critiche feriscono. Partono da un cellulare e arrivano dritte allo stomaco, e quando vai in giro sai che dietro le facce che incontri per strada, al supermercato o davanti alla scuola, potrebbero nascondersi tutti quelli che pensano che tu sia sbagliata. Ma quel "tutti" non esiste, esistono le persone.

Infine, Vanessa Incontrada ha deciso di lanciare un messaggio dritto ai telespettatori della trasmissione, cioè che l'unico giudizio che possa avere valore è quello che decretiamo noi, davanti allo specchio. E proprio con uno specchio a mano la showgirl ha recitato il proprio monologo, rotto sul finale da una sincera commozione:

Ad alcuni puoi piacere, ad altri no, ma va bene così, perché la perfezione non esiste. Conta solo quello che pensi di te stessa quando ti guardi allo specchio. Beh, io sono molto orgogliosa di quello che vedo. A volte mi piace, altre no, ma voglio bene alla persona che ho di fronte, e penso che sia importante circondarsi delle persone che ci vogliono bene per quello che siamo. Perché intanto nella vita la perfezione non esiste.
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