Seconda Vita, Georgette Polizzi: "Quando ho saputo di avere la SLA mi sarei ammazzata"

Un programma, quello di Gabriele Parpiglia in onda su Real Time, che cerca di raccontare la rinascita, la seconda vita delle persone. Questa sera, la prima ad essersi voluta raccontare è stata Georgette Polizzi.

Un racconto vero, a cuore aperto, commovente quello di Georgette Patrizzi a Seconda Vita, il programma di Gabriele Parpiglia in onda su Real Time all'interno del quale, questa sera, abbiamo visto come prima ospite della puntata l'ex concorrente di Temptation Island Georgette, che da poco si è sposata con il suo compagno Davide Tressi e che sul canale 31 del digitale terrestre, a Parpiglia, ha voluto raccontare della sua personalissima seconda vita, a partire dalla sua malattia.

"Le persone e gli amici che mi venivano a trovare anziché darmi forza piangevano. Io ricordo di aver sentito i medici parlare, in corridoio, e da loro ho sentito pronunciare la parola SLA. In quel momento ho pensato al suicidio, te lo giuro, mi sarei voluta ammazzare".

Così introduce il tema della sua malattia Georgette Patrizzi che, come se niente fosse, da un momento all'altro si è mostrata sui social seduta su di una carrozzina dopo che, una mattina, improvvisamente si è svegliata bloccata. La stessa carrozzina che lei ha odiato sin dal primo momento, ma che ha dovuto sopportare e accettare col tempo:

"Poi i dottori sono arrivati da me con una carrozzina. Ho sofferto tanto, non per me ma per Davide. Non avrei mai accettato di fargli passare un'intera vita così. Ricordo di quando siamo usciti dall'ospedale, con lui che spingeva la mia carrozzina. Inizialmente mi ha accudita lui, mi lavava lui. L'idea che avrei potuto fargli passare un'intera vita così mi uccide ancora adesso".

Una malattia, quella di Georgette, che grazie alla cure per il momento sembra essere regredita parecchio, ma le ricadute non potranno mai essere escluse completamente:

"La SLA è una malattia bastardissima perché va a colpire il sistema nervoso e puoi avere delle ricadute sempre. Può essere che anche io mi ritrovi nuovamente in quella situazione, e vivo sempre con la paura che possa succedere, perché potrebbe succedere. La mia è una malattia che ti fa tremare le mani quando sei sotto stress, è una malattia che ti lascia il segno. Io ho recuperato tutto il mio corpo ma le mie mani non le sento, non sento nulla, sento il nulla cosmico. Se tocco il viso del mio compagno non sento se lui ha la barba, non sento niente".

La forza di Georgette tuttavia non la arresta nessuno:

"Stiamo parlando di una malattia degenerativa che io ho voluto raccontare perché 20 anni fa portava alla disabilità totale, ma ad oggi no. Ad oggi anche se hai la SLA puoi stare in piedi, puoi camminare, ed io sono convinta che aiutando la ricerca qualcosa si possa fare. Anche per questo ho lanciato una campagna social, #Nonsimollauncazzo".

Il percorso di Georgette, dal momento in cui ha voluto rendere pubblica la sua condizione, però, non è stato semplice:

"Sono arrivata al punto di dover far vedere sui social la mia cartella clinica, ho dovuto farlo perché l'attacco era così forte che la gente pensava fosse impossibile che io stessi così male, e pensava che io mi fossi inventata tutto".

Ma alla domanda di Gabriele Parpiglia "Oggi come stai?", Georgette sicura risponde:

"Oggi sto bene, perché ho acquisito una sicurezza lavorativa che mi dà una forza immensa".

 

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