Giovanni Veronesi: "Nel mondo ci sono centoventi miei falsi autografi di David Bowie"

Giovanni Veronesi racconta di aver firmato falsi autografi di David Bowie ai tempi del film Il mio west: "Era scontroso. Una ragazza aveva passato tre giorni in un campo, ma le disse di no. Il disco glielo firmai io"

Nel mondo ci sono più di cento autografi di David Bowie realizzati in realtà da Giovanni Veronesi. Quella che pensate sia la firma della star londinese potrebbe essere invece un falso del regista toscano che diresse Bowie ventun anni fa ne Il mio West.

Nessun rischio se la ‘reliquia’ non risale al 1998, ma se il trofeo venne conquistato proprio sul set di quel film, allora dovreste cominciare a preoccuparvi.

A confessare l’inganno è lo stesso Veronesi a Maledetti amici miei: “Bowie manifestava una certa scontrosità, non voleva dialogare con nessuno e parlava con molto distacco. Lui era il mio mito, per me era il massimo, però cominciò a rispondere male a un po’ persone. Il mio mito era antipatico, scostante, snob, ma era il mio mito, quindi lo difendevo”.

Un giorno però sul set si presentò una fan del cantautore: “Tremava, aveva trascorso tre giorni in tenda in un campo dove fanno il ripopolamento vipere. Aveva rischiato la vita per avere una firma del suo idolo sul vinile”.

Bowie aveva espressamente annunciato di non voler firmare autografi, ma il regista riuscì ugualmente a far avvicinare la ragazza fino al tavolo in cui era seduto l’attore. “Gli dissi: ‘David, c’è questa ragazza, pensa che è stata tre giorni in un campo’. Lui chiese: ‘Quanti giorni? Tre? Sono troppi’. E non firmò. La ragazza cominciò a piangere”.

L’atteggiamento fece infuriare l’intera troupe, che minacciò persino uno sciopero. A quel punto, Veronesi tentò un ultimissimo assalto utilizzando l’inganno:

Alla fine della giornata Bowie montò nel pulmino, corsi col pennarello e il vinile, mi infilai dentro e gli dissi: ‘David, domani abbiamo anticipato l’orario sul set’".

Prima di riaprire la portiera, Veronesi si voltò e fece una firma sul disco, riconsegnandolo alla ragazza. “Mi riconquistai pure la fiducia della troupe. Da quel giorno ne firmai centoventi. Centoventi vinili di Bowie nel mondo sono firmati da me”.

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