ErFaina attacca Tina Cipollari sui social (di nuovo): "Non mi sono mai permesso di insultare tuo figlio, anzi..."

Dopo la puntata di Uomini e Donne, Er Faina ha avuto da ridire sul comportamento di Tina Cipollari. Ecco cosa ha detto.

Game, set, match. Dopo lo scontro ravvicinato nello studio di Uomini e Donne, Er Faina torna ad attaccare Tina Cipollari, ma stavolta sui social. "Voglio aggiungere due o tre cose alla puntata che è andata in onda di Uomini e Donne", ha detto Damiano su Instagram. Per poi aggiungere:

"Tina, Tina... perché hai tirato in mezzo tuo figlio? Perché? Te l'avevo detto che stavi a fa 'na cazzata. Ma ora l'ho capito perché l'hai fatto: non avevi una base seria su cui attaccarmi, quindi hai dovuto tirare tu fuori tuo figlio (...) Non mi sono mai permesso di dirgli 'figlio di pu**ana', anzi".

Insomma, all'ex concorrente di Temptation Island Vip non è andata giù:

"Sono dispiaciuto un pochetto. Se mi avessi attaccato sulla critica che ti avevo fatto magari ne avremmo discusso. Sei andata ad attaccarmi sulla falsità, su una ca**ata. E' tuo figlio, è ovvio che mi dispiace: ma aveva 13 anni all'epoca, è ovvio che ci sia rimasto male. Ma da uomo ho chiesto scusa. Ma a te, Tina, scusa non lo chiederò mai. Non penso che tu sia andata dalle mamme o dai figli che hai insultato in trent'anni di Uomini e Donne. Quando c'andrai forse, e dico forse, ci metteremo a sedere io e te. Ma fino a quel momento non ho niente da chiederti scusa".

In più, ha anche risposto all'opinionista televisiva che aveva rinfacciato a Er Faina di essere un duro sui social e "piagnucolante" in tv:

"Io sono fiero di aver pianto per amore. Di aver pianto perché mi mancava la mia ragazza. Sono fiero. Tu hai detto che ho criticato il programma. Non l'ho mai criticato. Ho sempre criticato chi metteva le corna, in quel programma. Ho sempre elogiato chi piangeva per mancanze o per amore. E' ovvio che Er Faina sia un personaggio, che cerca di far ridere e di dire quello che pensa. Damiano è una persona più normale e più tranquilla. Se vado al bar chiedo 'scusi mi può fare un caffè?', non 'ao, famme un caffè e sbrigate'".

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