Mika: "Ho dormito in auto con mamma e sorelle, avevamo perso la casa, tutto"

Mika a ruota libera su Vanity Fair.

E' un Mika a tutto tondo, quello che si è confessato sulle pagine di Vanity Fair, tra famiglia, carriera, passato e presente. Il 36enne cantautore e showman libanese naturalizzato britannico, da poco tornato con il disco My Name Is Michael Holbrook, ha infatti raccontato quanto vissuto da adolescente.

Avevo sette anni. Mio padre, consulente finanziario, era stato preso in ostaggio in Kuwait nell’ambasciata americana. È tornato sette mesi dopo, completamente cambiato. Prima era papà, poi era Mike: non riuscivamo più a chiamarlo papà, quell’uomo magro con la barba, che aveva vissuto cose fortissime, noi figli non lo riconoscevamo più.

Per l'intera famiglia inizia il dramma, perché segue un tracollo finanziario che porta alla perdita della casa, ai creditori che si portano via i mobili.

Così ci siamo trasferiti a Londra dove abbiamo vissuto in un bed and breakfast per due anni. Dovevamo ricostruire la nostra vita da zero. È in quel momento che tutti i miei problemi esplodono, su tutti la dislessia, e poi l’insegnante violenta e l’espulsione da scuola. Mia madre mi mette sotto con il canto: quattro ore di esercizio al giorno. Non voleva la popstar: per me voleva il successo, che per lei significa coltivare un talento creativo, trovare soddisfazione nell’espressione artistica, che è come un superpotere che nessuno può toglierti e che ti dà la vera libertà. Mia madre accettava lavori in tutta Europa, anche quando non ci venivano pagati il viaggio e l’albergo. E così io, lei e le mie sorelle Jasmine e Paloma ci trovavamo a dormire nella nostra vecchia Toyota Previa, fuori dal teatro in cui avrei dovuto esibirmi. Il progetto Mika è stato uno sforzo collettivo, di tutta la famiglia. Una pressione fortissima, che sento ancora oggi, ogni giorno della mia vita. Mia sorella Paloma, per esempio, avrebbe sempre voluto fare l’attrice, ma non ha mai potuto farlo perché è nata con una semi paralisi alla parte sinistra del corpo. Per lei sono un punto d’orgoglio ma anche motivo di tristezza.

Una sorella alla quale Mika ha ora dedicato una canzone, a seguito di un dramma vissuto nel 2010.

Paloma fumava alla finestra, ma siccome non ha molto equilibrio per via della semi paralisi, è caduta giù dal quarto piano, e cadendo è rimasta infilzata in una cancellata. Mi hanno chiamato, ero l’unico familiare a Londra. Mi dicono: vada a salutare sua sorella, morirà, non c’è niente da fare. Mi avvicino, era una scena terribile. Le dico: ciao Paloma. E lei: puoi dire a questi stronzi di lasciarmi in pace, visto che devo alzarmi? Così guardo la dottoressa: mi scusi, ma questa non muore. Visto che non potevano semplicemente sfilarla, hanno segato il cancello e l’hanno portata via ancora con le aste che le trafiggevano il corpo.


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