Pamela Prati, Eliana Michelazzo: "Ero obbligata a dire cavolate, ora ho solo paura"

Caso Pamela Prati, Eliana Michelazzo racconta la sua verità su Instagram a un giorno dall'intervista di Pamela Perricciolo a Live.

Eliana Michelazzo torna a parlare della bufera medatica che ha investito lei e le sue ormai ex amiche Pamela Prati e Pamela Perricciolo. Se la prima non ha rilasciato ulteriori dichiarazioni dopo l'ospitata a Chi l'ha visto - dove, a conti fatti, non ha parlato - e la seconda sarà ospite della puntata di mercoledì 5 giugno di Live - Non è la d'Urso, l'ex corteggiatrice di Uomini e Donne ha scelto Instagram per raccontare nuovamente la sua verità, fornendo però nuovi dettagli sul rapporto di subordinazione che l'avrebbe legata a quella che si profila sempre di più come una setta.

Nella tarda notte di lunedì la Michelazzo ha pubblicato una Storia in cui, parlando in terza persona, confessa di aver vissuto continue umiliazioni da parte di Donna Pamela, che l'avrebbe costretta a vivere costantemente sotto la sua ala e ai suoi precisi ordini, pena il "rimprovero". Non è dato sapere di che tipo di "rimprovero" si trattasse: sta di fatto che la donna ha concluso il primo messaggio affermando di avere paura.

Eliana si preoccupa, Eliana si sentiva in colpa, Eliana era controllata, Eliana aveva indicazioni giornaliere o serali, Eliana se non dava gli orari o sgarrava era rimproverata, Eliana non poteva discutere con Simone che litigava con tutta la famiglia Coppi, Eliana doveva dire cavolate perché era obbligata, Eliana non poteva star sola se non ci stava Pamela, Eliana non doveva discutere con la genteperché se no non prendeva le parti sempre di Pamela, Eliana ha vissuto gli stati d’ansia che aveva paura che il suo compagno la rimproverava. Eliana ha iniziato a vivere con il lavoro di più dopo che Pamela si è fatta il Bay pass, Eliana si è fatta forza sperando che un giorno viveva felice. Eliana ora ha solo paura.

Non è tutto. In una serie di foto successive, l'agente dei vip si è schierata ancora contro la collega, senza mai tuttavia menzionarla direttamente.  "Il nemico era accanto a me", scrive sfogliando l'album dei ricordi fra lei e il suo fantomatico compagno, mai incontrato in dieci anni di relazione virtuale:

Sai quanto ho pianto per Simone, i regali te li potevi risparmiare. Per fortuna che la legge fa le sue indagini.
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