Eliana Michelazzo: "Mark Caltagirone non esiste. Sono stata raggirata. Anche e soprattutto da Pamela Prati"

Eliana Michelazzo è stata intervistata dal settimanale Oggi.

Questa sera, in occasione di una puntata speciale di Live - Non è la D'Urso, il talk show condotto da Barbara D'Urso e in onda ogni mercoledì sera su Canale 5, Eliana Michelazzo rivelerà la propria verità riguardo il caso di gossip più controverso degli ultimi anni, il caso legato al matrimonio di Pamela Prati con il fantomatico Mark Caltagirone.

Eliana Michelazzo ha concesso un'intervista anche al settimanale Oggi al quale ha ribadito, oltre alla non esistenza di Mark Caltagirone, anche il fatto di essere una vittima in questa vicenda, sostenendo di essere stata raggirata anche e soprattutto da Pamela Prati:

Mark Caltagirone, Marck, Marco... Non esiste se non nella fantasia di qualcuno: io ho mentito quando ho detto di averlo incontrato. Quello che ho visto una sola volta di persona, e poi altre volte in video o in foto, non è l’uomo di cui si parla. Quello che la Prati avrebbe dovuto sposare. Lo confesso e chiedo di essere aiutata da un medico perché sono fuori di me e la mia vita è andata in pezzi. Ho realizzato di essere una vittima io per prima e sto vivendo un incubo. Capisco che a questo punto sia impossibile credermi, ma è tutto vero. Io sono stata raggirata. Anche e soprattutto dalla Prati.

Come abbiamo già letto, quindi, Eliana Michelazzo, anche con la seguente serie di dichiarazioni, ha manifestato la volontà di affidarsi ad uno specialista.

L'agente ed ex corteggiatrice di Uomini e Donne, quindi, ha ripercorso a grandi linee la propria relazione con l'inesistente, stando sempre alle sue dichiarazioni, Simone Coppi, aggiungendo dettagli allucinanti:

Sono 10 anni che mi considero sposata con un uomo. Un uomo che ho amato follemente. La vede questa fede? Io mi considero la moglie di Simone Coppi. Ho fatto persino sesso con lui, via social. Ho capito ora che non esiste. Pamela Perricciolo mi ha presentato questo ragazzo bellissimo via Facebook, dicendomi che era un suo amico d’infanzia. Mi ha raccontato la sua storia, che negli anni si è via via strutturata, aggiungendo dettagli così verosimili e arricchendosi di componenti familiari con cui interagivo quotidianamente. Era tutto intenso, struggente e così reale che io sono entrata in quella realtà. Ciecamente, senza mai dubitare. Solo quello che ho sentito dire a Manuela Arcuri e Sara Varone mi ha aperto gli occhi, ma ora credo di aver bisogno di uno psichiatra per capire come sia stato possibile. Non posso aver davvero buttato dieci anni della mia vita dietro a un fantasma. Ho persino il suo nome tatuato sul braccio.

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