Mark Caltagirone, Angelo Sanzio: "Mi ha contattato su Instagram. Farà luce la magistratura"

L'ex gieffino: "La Michelazzo non mi vorrebbe a Live - Non è la d'Urso. Forse ha paura della verità".

Vi ricordate di Angelo Sanzio, il Ken Umano protagonista della quindicesima edizione del Grande Fratello? Ebbene, in un'intervista a TPI, il ragazzo ha raccontato di aver ricevuto dei messaggi su Instagram da parte di Mark Caltagirone.

Il giovane punta il dito contro le agenti di Pamela Prati, Pamela Perricciolo ed Eliana Michelazzo, dal momento che faceva parte di una società riconducibile a loro, la Dreaming srl, svelando i motivi per i quali voleva interrompere ogni contatto:

“Uno: mi chiedevano somme maggiori rispetto a quelle pattuite sui cachet per le mie ospitate in tv. Infatti, il mio avvocato ha provveduto a fare una diffida a quell’agenzia per chiedere le somme indebitamente trattenute, tra l’altro aspetto ancora le fatture di quegli importi trattenuti. Due: non ero soddisfatto di nuovi lavori che avrebbero dovuto trovarmi come artista. Tre: Una volta mi hanno fatto sfuggire l’occasione di un’ospitata in studio retribuita per non aver contattato in tempo la Produzione”.

Sanzio aggiunge che il suo volto era stato utilizzato per promuovere un prodotto con il quale non aveva nulla a che fare. Ed ecco che il 6 marzo riceve dei messaggi a nome di Mark Caltagirone su Instagram:

“Non so chi possa esserci dietro questo profilo Instagram. In un certo modo tale Mark Caltagirone mi disse: “Non ci sonosciamo, sono il compagno di Pamela. Volevo solo consigliarti di non creare più problemi o di dire parole non meritate. Ricordati come sono stati trattati i tuoi quando eri a divertirti in un reality. Nessuna agenzia si sarebbe presa cura dei tuoi genitori. Non si sputa dover si mangia“. Poi ha continuato scrivendo, tra le tante cose: “Ti chiedo da questo momento di tacere su agenzia e loro tre. Spero prenderai questo consiglio da uno che di pagare tre avvocati non gli frega nulla, ma che ne farebbe a meno”.

Sanzio intanto annuncia che sulla questione farà luce la magistratura, concludendo:

"Mi ha fatto sorridere sapere che la Michelazzo – almeno da quello che leggo in Rete – avrebbe frenato la mia presenza a “Live non è la d’Urso” in studio”. Forse la verità fa paura”.

 

  • shares
  • Mail