Milena Miconi: "Mi sposo, dopo 18 anni di convivenza e 2 figlie. I festeggiamenti mi imbarazzano..."

Milena Miconi è stata intervistata da I Lunatici, programma radiofonico di Rai Radio 2.

Milena Miconi, attrice e ex primadonna del Bagaglino, è tornata recentemente in tv, ospite a Live - Non è la D'Urso, programma di Canale 5 condotto da Barbara D'Urso, per prendere parte ad uno dei numerosi dibattiti riguardanti le misteriose nozze di Pamela Prati, con cui condivide la stessa agenzia (la Aicos di Eliana Michelazzo e Pamela Perricciolo), con il suo futuro marito Mark Caltagirone.

Anche la Miconi ha annunciato il suo imminente matrimonio con il compagno Mauro Graiani, con cui ha già condiviso 18 anni di convivenza e da cui ha avuto le sue due figlie, Sofia e Agnese.

Queste sono le dichiarazioni della showgirl rilasciate durante una puntata de I Lunatici, programma radiofonico in onda su Rai Radio 2:

Mi sposo, dopo 18 anni di convivenza e 2 figlie abbiamo deciso di sposarci. Doveva essere una cosa per noi, privata, dovevamo semplicemente andare a mettere una firma, poi, piano piano, ha montato come la panna, questa cosa. Sono molto semplice nelle mie cose, non amo i festeggiamenti per me, per gli altri sì, per me no, mi imbarazzano.

Milena Miconi, durante l'intervista, ha toccato anche altri argomenti. Le dichiarazioni più curiose, sicuramente, riguardano i suoi fan feticisti e amanti dei piedi che si dividono in due gruppi, feticisti "educati" e quelli più invadenti e volgari che la Miconi "blocca" subito:

Ci sono i feticisti che chiedono foto di piedi o di scarpe. C'è un gruppo di ragazzi educatissimi, sempre carini, mi scrivono che mi vogliono bene, non sono invadenti o volgari, sono appassionati dei piedi e, quindi, spesso mi chiedono questo. Io sono un po' pudica, però non mi creano problemi, sono molto carini. Quando invece c'è qualcuno volgare o che insiste un po' troppo, lo blocco. Non alimento mai certe situazioni, anzi.

Milena Miconi, infine, ha anche espresso la propria opinione circa il #MeToo e il caso molestie sessuali esploso in tutto il mondo dopo le accuse al produttore statunitense Harvey Weinstein:

Quando è esploso, ho pensato che sicuramente quando ci sono violenze di ogni genere, bisogna denunciarle. Credo, però, che la violenza e le avance siano due cose diverse. Ci vado piano, sono cose delicate. Molte donne hanno dichiarato di aver ricevuto delle proposte indecenti, molte donne hanno incontrato uomini che hanno fatto delle avance molto forti, però, non è la stessa cosa rispetto alla donna che subisce violenza. Non voglio dire che chi ha denunciato non abbia detto la verità o che non ci sia stata una violenza psicologica, ma c'è stata un sacco di gente che ha parlato anche quando non ce ne era bisogno.

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