Barbara Palombelli ricorda l'adozione di Serena e Monica Rutelli: "Il padre biologico disse che le avrebbe uccise"

La conduttrice racconta nella sua autobiografia alcuni dettagli dell'adozione della concorrente del Grande Fratello 16

In queste settimane il pubblico di Canale 5 sta imparando a conoscere la storia di Serena, concorrente della sedicesima edizione del Grande Fratello e figlia adottiva di Barbara Palombelli e Francesco Rutelli. Nella scorsa puntata in prima serata del reality show, andata in onda il 29 aprile 2019, la giovane estetista romana ha ricevuto una lettera dalla madre biologica, una nullatenente, con cui ha interrotto ogni tipo di rapporto quando era appena una bambina. La donna, assistita dai servizi sociali, ha chiesto alla figlia naturale un incontro, ma Serena ha confessato a Barbara d'Urso di non essere interessata a ricucire la relazione. "Una mamma e un papà ce li ho", ha detto l'inquilina di Cinecittà, declinando con garbo l'invito.

Le travagliate pratiche per l'adozione di Serena e Monica sono state raccontate da Barbara Palombelli nella sua autobiografia, nelle librerie dal 14 maggio, di cui il Corriere della Sera ha pubblicato alcuni stralci in anteprima, ripresi successivamente anche da Il Fatto Quotidiano:

Già salire sulla mia macchina a loro sembra una festa. Le loro risposte sono commoventi e agghiaccianti allo stesso tempo: hanno dieci e sette anni, ma non hanno mai festeggiato un compleanno, mai un Natale in famiglia, mai visto il mare, mai un film, mai un ascensore, mai uscite con il buio, mai frequentato un fast food, mai fatto uno sport.

La conduttrice e giornalista trova spazio anche per parlare del padre biologico delle due sorelle, particolarmente "violento e pericoloso", di cui avevano terrore:

Il loro padre che non era in carcere continuava a vagabondare. Le ultime parole che aveva pronunciato all’indirizzo delle suore e che le bambine avevano sentito benissimo erano state gridate: ‘Un giorno tornerò e vi ucciderò tutte’. Ogni tanto Serena continuava a chiedermi: ‘Non è che un giorno ci trova?‘”. L’uomo non è mai riuscito a trovarle ed è morto poi di tubercolosi.
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