Ilaria Spada: "Kim Rossi Stuart? Ci siamo incontrati nello sgabuzzino di Caterina Balivo"

Ilaria Spada sogna il matrimonio con il compagno Kim Rossi Stuart

Ilaria Spada è la protagonista della cover di F - il settimanale femminile di Cairo Editore diretto da Marisa Deimichei - in edicola domani.

L’attrice, protagonista femminile del film prossimamente al cinema Tutta un’altra vita di Alessandro Pondi con Enrico Brignano, dopo 8 anni di convivenza il prossimo 2 marzo coronerà il suo sogno d’amore con l’attore e regista Kim Rossi Stuart, dalla cui relazione è nato subito un figlio, Ettore di 7 anni, e si dice siano in attesa del secondo.

Dove vi siete incontrati? «Nello sgabuzzino di casa Balivo. Mi viene da ridere perché Caterina si arrabbia molto quando lo chiamo così. In realtà era una stanza dove si lasciavano i cappotti. Sono entrata a lasciare il mio e c’era lui con il marito di Caterina a chiacchierare e a bere vino. L’ho guardato e ho detto “Ah! Mi unisco”. Non ci siamo più alzati».

Colpo di fulmine. Tanto che con Kim avete deciso subito di diventare genitori. «Si dopo tre settimane abbiamo sentito forte questo desiderio».

È vero che ne state aspettando un altro? «Di questo preferisco non parlare, anche per scaramanzia. Ma di sicuro prima o poi un altro figlio arriverà: amo le famiglie numerose».

E invece perché avete atteso così tanto prima di sposarvi? «Sul figlio ho sentito di potermi fidare della mia intuizione. Però volevo un matrimonio cristiano, serio, importante. Ho voluto sposarmi con consapevolezza, perché molti matrimoni finiscono perché c’è l’idea che sarà perfetto per sempre come durante l’innamoramento, una fase totalizzante che non è però la vita reale. Non so gli altri, per noi è stato come essere sopra il mondo, per cui era impossibile gestire anche priorità di cibo e sonno».

Che padre e compagno è Kim Rossi Stuart? «Meraviglioso. Sappiamo di non essere perfetti ma abbiamo capito di rappresentare l'uno per l'altro l'opportunità di crescita migliore che si possa avere».

Sarà una cerimonia intima o una grande festa? «Una cerimonia intima è la cosa che ci rappresenta di più. Ci sposeremo in chiesa e io indosserò un abito disegnato per me da Paolo Isoni Haute Couture».

Lo sognava così fin da piccola? «Veramente non ho mai fantasticato sul matrimonio (…). Volevo prendere in mano la mia vita, ma non era facile perché mia madre, tunisina, era molto protettiva».

Che rapporti aveva con le altre ragazze? «Non sempre facili, ho subito anche episodi di bullismo. C’erano quattro ragazze naziskin a cui non stavo simpatica perché dicevano che “mi atteggiavo”. Tornata a casa ne ho parlato con i miei. […] Mio padre (ndr) mi prese da parte: “Il rispetto te lo devi guadagnare. Quando sono tante stai zitta, ma quando sono sole vai e ci parli”. “E se mi picchiano?”. “Be’ uno lo prenderai, uno lo darai”».

Come è andata? «Ho seguito il consiglio, è volato qualche schiaffo anche da parte mia. Comunque il bullismo mi spaventa molto anche perché sono mamma».

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