Elisa Isoardi: "Non sono nata per fare la first lady, ma mi manca la quotidianità con Matteo Salvini"

La conduttrice si confessa a Diva e Donna: "La mia famiglia è la Prova del Cuoco, ma vorrei che la Rai mi utilizzasse per tutto quello che sono"

Elisa Isoardi risponde alle domande del settimanale Diva e Donna a proposito della sua carriera televisiva e della sua vita sentimentale, che qualche mese fa ha conosciuto un momento di crisi: la rottura con il leader della Lega Matteo Salvini, vicepremier e Ministro dell'Interno. A distanza di tempo dalla separazione e dalla pubblicazione della chiacchieratissima foto su Instagram che li ritrae insieme per l'ultima volta, ecco come la presentatrice piemontese commenta la storia passata col compagno:

Non sono nata per fare la first lady. Non so nemmeno se ne sarei capace. Sono una testa pensante e non smetterò di esserlo. [...] Mi manca la quotidianità con lui, i momenti passati insieme, anche se poi alla fine ci vedevamo poco, ma quel poco pesava, eccome. [...] Con Matteo sono stati cinque anni bellissimi, la storia d’amore più importante della mia vita e ora sto bene così.

Non sembra avvertire la mancanza di qualcuno al proprio fianco, occupata quotidianamente con la diretta de La Prova del Cuoco, a cui è arrivata alla guida da titolare lo scorso settembre, dopo la parentesi da supplente dal 2008 al 2010. Non poche le polemiche che l'hanno investita, nonché i paragoni con la madre biologica della trasmissione, Antonella Clerici:

Qui è la mia vera famiglia. Vivo più con loro che con i miei genitori o un probabile fidanzato. Con La prova del cuoco stiamo vincendo la scommessa e gli ascolti crescono. Il tema delle sfide è sicuramente più conoscenza del cibo, argomento che studio da quindici anni. Io poi risulto più algida di Antonella Clerici, ma non è così. Non simulo mai in tv neppure quando un piatto non mi piace. Cosa rara. Non c’è Masterchef che tenga. I nostri cuochi, a differenza loro, sono in diretta e fanno cose strepitose.

Alte le prospettive che la conduttrice nutre per sé stessa, che senza falsa modestia ritiene che l'azienda debba saper sfruttare tutto il suo potenziale, anche lontana dai fornelli:


Vorrei che la Rai mi utilizzasse per tutto quello che sono, inclusa la mia fisicità non irrilevante. Esiste anche l’Elisa con le gonne e i tacchi. Facciamola vedere. Non dobbiamo tarparla.
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