Lino Banfi: "Dovevo fare il prete ma spiavo le suore e mi cacciarono dal seminario! Natale? Ho pochi ricordi..."

Lino Banfi ha parlato del Natale al programma radiofonico di Rai Radio 2, I Lunatici.

Lino Banfi ha raccontato il suo Natale in un'intervista concessa al programma radiofonico I Lunatici, in onda su Rai Radio 2.

Da buon meridionale, le festività natalizie dell'attore e comico pugliese sono state all'insegna dell'abbuffata clamorosa, per la precisione, di cozze e altri frutti di mare. A differenza di altre famiglie che procedono con un'abbuffata non-stop come minimo fino al 26 dicembre, Banfi si è limitato a mangiare molto soltanto durante la sera della vigilia. Le dichiarazioni:

Noi festeggiamo la vigilia, ci abbuffiamo di frutti di mare, ogni tanto abbiamo crisi d'astinenza da cozze pelose. In casa nostra si festeggia il 24 sera, il 25 è quasi una giornata di relax, si fa un brodino per digerire l'abbuffata della serata precedente.

Parlando di ricordi legati al Natale, invece, Lino Banfi non ne ha molti perché l'infanzia e l'adolescenza che ha vissuto gli hanno negato la gioia del Natale. Nonostante ciò, Banfi ha regalato ugualmente una risata con un aneddoto legato al suo periodo trascorso in seminario. Il comico, infatti, secondo la volontà della sua famiglia, avrebbe dovuto fare il prete:

Parlo sempre poco dell'infanzia e dell'adolescenza perché non le ho avute. Nell'infanzia c'era la guerra, ero con i miei genitori in campagna per paura delle bombe. Poi, sono andato in seminario, sarei dovuto diventare prete. Ad un certo punto mi cacciarono via perché ero impertinente, mi arrampicavo sul cornicione per spiare le suore di clausura che alloggiavano nel convento vicino. Mi mandarono via. Non avendo avuto infanzia e adolescenza, ho pochi ricordi di Natale.

Lino Banfi, però, parlando dei suoi inizi da attore durante i quali era disoccupato e faceva praticamente l'elemosina in mezzo alla gente, ha ricordato un Natale trascorso da solo a Napoli, all'età di 18 anni, durante il quale venne salvato da un posteggiatore abusivo che gli regalò una vigilia indimenticabile:

Avevo 18 anni, nel 1954. A Napoli. Era il 24 e stavo senza una lira. Ad un certo punto passò un signore, Ciro, che faceva il posteggiatore abusivo. Mi invitò a casa sua, mi disse che dove mangiano in nove mangiano anche in dieci. Aveva otto figli. Mangiammo e bevemmo tantissimo. Mi fece dormire a casa sua. La mattina mi diede anche mille lire per prendere il treno. Sono tornato dopo qualche anno dopo a Napoli per cercarlo, ringraziarlo e dargli un regalo. Però, non l'ho più trovato. Nessuno sembrava conoscerlo e averlo mai visto. Un giorno, un mio amico cardinale mi chiese come mai continuassi a cercare questo Ciro a Napoli. Mi disse che non l'avrei trovato mai, perché quel Ciro era un angelo che scelse di salvarmi quella notte.

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