Maurizio Costanzo ospite a La repubblica delle donne: i retroscena sull'attentato del 1993, l'amore per Maria de Filippi e il rapporto con la fede (video)

Il conduttore e giornalista ospite di Piero Chiambretti ricorda anche Sandro Mayer: "Ho perso un grande amico"

Maurizio Costanzo, ospite della sesta puntata de La repubblica delle donne trasmesso da Retequattro e condotto da Piero Chiambretti, è stato protagonista di una lunga intervista che ha toccato in particolar modo alcune tappe importanti della sua vita professionale e privata, tra sorrisi e vicende infelici.

Come il dramma dell’attentato subito dalla mafia nel 1993: il conduttore di CR4 ha chiesto al giornalsita se gli risultasse il fatto che - anche a causa alle frequenti ospitate del giudice Giovanni Falcone al Maurizio Costanzo Show - volessero inizialmente attentare proprio fuori dal Teatro Parioli, la sua risposta:


A me risulta, dai magistrati, che i mafiosi cercarono prima di fare l’attentato al Parioli, dove venne persino Messina Denaro, latitante da sempre, a verificare la situazione. Poi, fra i Corleonesi e altri, vinsero gli altri, altrimenti i Corleonesi mi avrebbero fatto fuori con una sventagliata di mitra. I magistrati mi hanno dimostrato come i mafiosi mi seguissero e stavano spesso in Via Veneto pensando fossi lì, invece videro solo Arbore. Una volta mi seguirono pensando andassi a casa, invece, guarda il destino, stavo andando a trovare l’allora Ministro degli Interni Vincenzo Scotti, che aveva sotto casa una camionetta della polizia. Allora loro hanno pensato che a casa non potevano fare l’attentato e quella è stata la mia salvezza.



Chiambretti insiste sull'argomento che coinvolge Costanzo. Sul perché la mafia attaccò lui e non Michele Santoro, il giornalista si dà una spiegazione lucida con aria determinata:


Perché io ho insistito in altre puntate. Falcone e gli altri magistrati vennero dopo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’aver intervistato la nuora di Bontade, capobastone importante, e in onda, incoscientemente, cercai di convincerla a lasciare la famiglia mafiosa. I magistrati mi hanno raccontato che la mia condanna di morte fu da parte di Totò Riina che disse: "Questo Costanzo mi ha rotto i co****ni".



Durante il processo, Costanzo ha potuto guardare i suoi attentatori incrociando i loro occhi ma...: "Solo per qualche minuto. Poi ho pensato una cosa: che io ero lì, libero, mentre loro stavano dietro le sbarre. Allora, non li ho più guardati". Qualche titubanza sull'idea di attaccare la mafia allo stesso modo così diretto e reiterato come in uno speciale del suo show del 1991, ha confessato:


Sinceramente non lo so, perché mi sembrerebbe di dare un calcio al destino. Però, penso sempre che ci debba essere qualche giornalista a denunciare le cose. E per fortuna c’è.



Durante il corso della trasmissione una gradita ospite fa la sua irruzione telefonica e risponde al nome di Maria De Filippi che conosce molto bene suo marito. Chiambretti manda in onda delle immagini che riguardano il giorno del matrimonio dei due conduttori (una registrazione raramente vista in tv). Un amore che dura da quasi 30 anni: "Mi ha conquistata con la parola, con la presenza, con la costanza e con l’essere un punto di riferimento fermo nella mia vita".


Viene rivolto un omaggio a Sandro Mayer in ricordo della sua persona a pochi giorni dalla sua scomparsa: "Ho perso un grande amico. Abbiamo lavorato insieme per più di dieci anni a Buona domenica, e so che mi mancherà".


Costanzo risponde anche alle domande sul suo rapporto con la fede in cui rivela la sua 'contraddizione':


Non sono un credente, ma mi dispiaccio di non essere un credente. Chissà perché, essendo figlio unico e avendo perso mio padre quando avevo circa 20 anni e mamma un po’ di anni dopo, penso che la cosa più bella che mi possa accadere dopo è rincontrare loro.

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