Pensioni dei vip troppo basse: lo sfogo di Enzo Paolo Turchi, Giucas Casella, Edoardo Vianello

Enzo Paolo Turchi, Giucas Casella, Wilma De Angelis, Edoardo Vianello, Margherita Fumero, lamentano pensioni troppo basse nonostante una carriera decennale

Il settimanale Spy, in edicola domani, venerdì 23 novembre 2018, ha raccolto le testimonianze di alcuni vip che, dopo tanti anni di carriera, ricevono pensioni davvero irrisorie.

Enzo Paolo Turchi

740 euro al mese: "Ci sono rimasto molto male: non per una questione di soldi – non sono in miseria – bensì per etica professionale. Non si può trattare così un artista, famoso o non famoso che sia, dandogli un’elemosina. Tutti i miei contributi sono spariti, la ritengo un'offesa"

Giucas Casella

800 euro al mese: "Mi sembra una cifra così ridicola rispetto a tutti i contributi che ho versato, che ora sto pensando di agire con un ricorso. Per fortuna da buon siciliano sono stato meticoloso, perché solo con la pensione ora sarebbe impossibile vivere".

Wilma De Angelis

800 euro di assegno vitalizio: "Quando sono andata a richiedere la pensione non avevo neppure 1600 giornate lavorative versate in tutta la mia vita, eppure ho cominciato a lavorare a 16 anni. I diciotto anni a Telemontecarlo sono andati quasi tutti persi: la sede allora era proprio a Montecarlo e non avevano l’obbligo di versare i contributi a chi lavorava in Italia. Questo mi ha un po' fregata, ma non faccio nessun pianto".

Margherita Fumero

897 euro al mese: "Ho sempre versato tutto e non ho mai lavorato in nero, solo che prima esisteva un tetto per gli artisti: potevi anche guadagnare 5 milioni di lire al giorno, ma non potevi versarne più di 300 mila. Infatti chi ha questi problemi sono i cantanti e gli attori di cinema, che magari guadagnavano tanto, ma in poche giornate lavorative".

Edoardo Vianello

1300 al mese: "Essendo un socio Siae per tutta la mia carriera ho versato una trattenuta del 4% sui diritti annuali delle mie canzoni. Questo serviva per ricevere un assegno di solidarietà di 485 euro al mese, una sorta di pensione riconosciuta solo ai soci e sostenuta da un fondo finanziato dalle nostre trattenute. Ebbene, sette anni fa con un colpo di mano questo assegno è stato abolito e mai più reintrodotto".

  • shares
  • Mail