Luca Tommassini su Madonna: "La mia più grande insegnante. Durante Evita mi confidò di essere incinta"

Luca Tommassini celebra Madonna sul Messaggero: "La mia più grande insegnante. Non teme la bellezza. Se ne circonda perché crede che si viva di luce riflessa"

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"Madonna non teme la bellezza. Se ne circonda perché crede che si viva di luce riflessa. Nel primo tour noi ballerini abbiamo scoperto la nostra bellezza grazie a lei. Ci ha fatti brillare tutti. La più grande direzione artistica dopo Dio, è la sua”. Parole al miele firmate Luca Tommassini, dedicate alla cantante americana che il prossimo 16 agosto compirà sessant’anni.

Il coreografo e direttore artistico racconta al Messaggero una collaborazione durata anni e avviata in occasione delle audizioni del The Girlie Show:

“Mi ero rasato come i protagonisti del suo libro Sex, vestito con pantaloncini sadomaso, stivali fino al ginocchio, e recitavo la parte del duro e antipatico. Mi chiese di raccontare una barzelletta e io la provocai: Mi fanno schifo le barzellette. Passai il turno. Fu un provino forte, il più complicato della mia carriera. Esigeva che mimassimo orge e poneva grandi distanze, ma metteva a fuoco le persone, si ricordava subito i nomi di tutti. Mi scelse come primo ballerino e la mia strategia per convivere con questo mito fu pensare che lei e Madonna fossero due persone diverse. Mentre ripassavamo i passi dello spettacolo mi fissava. A un certo punto si avvicinò e mi sussurrò all’orecchio: Tu sei bello, fuori e dentro. Lo vediamo tutti, tranne te”.

Nel 1996 Madonna interpretò Evita al fianco di Antonio Banderas. L’ingaggio di Tommassini avvenne per sua precisa volontà, come rivela il diretto interessato:

“Volevano allontanarla dall'immagine della cantante per renderla più credibile come attrice, perciò l' ultima cosa da fare era ingaggiare il suo ballerino di fiducia. Lei mi volle a tutti i costi sul set. Mi chiamò e mi confidò di essere incinta di quattro mesi. La produzione non doveva saperlo, così si fasciava per nascondere la pancia e provavamo di notte i passi di Buenos Aires. Il ricordo più tenero che ho è quella sera in cui si abbandonò sulla mia spalla, esausta. Si addormentò tenendomi la mano”.

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Una vita frenetica quella di Louise Veronica Ciccone, scandita da appuntamenti fissi: “La sera a letto presto, la mattina sveglia alle 5 con yoga, palestra. Mi consigliava: Inizia la giornata dalla cosa peggiore da fare e poi vai avanti fino alla più piacevole. Se vuoi raggiungere qualcosa di grande, parti dalle difficoltà”.

Da parte di Tommassini la devozione è dunque totale:

La mia più grande insegnante è lei. Ne parlo oggi dopo 25 anni perché all' epoca molte cose non le capivo. Mi affidava ruoli importanti che oggi io vivo professionalmente. Sono talent scout, direttore artistico, regista. Tutto ciò che lei ha visto tanti anni fa in me. Molto prima di me”.
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