Maurizio Costanzo: "Adriano Celentano mio nemico, mi dispiace"

Il giornalista che ad agosto compirà 80 anni racconta che uno dei segreti per fare successo è conservare i propri nemici. Tra i suoi ci sono il regista Nanni Moretti e il cantante Adriano Celentano

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Intervistato dal quotidiano Il Giornale, Maurizio Costanzo ha svelato che sognava di fare il batterista perché "suonare la batteria mi piaceva molto", anche se non gli è mai mancata la consapevolezza di avere nel sangue la carriera giornalistica:

Ma non ho mai dubitato su quale sarebbe stata la mia strada. Da ragazzino mia madre mi beccò con un porta-sapone girato a mo' di microfono, mentre declamavo una commedia di Goldoni. Poveretta: m'avrà preso per matto. Alla maturità mi rimandarono perché il tema era scritto in modo troppo giornalistico. Beh: non potevano farmi complimento migliore.

L'anchorman, che il 28 agosto prossimo compirà 80 anni, ha raccontato che "il lavoro m'ha conservato":

Lo consiglio: evita la demenza senile. Che a volte colpisce anche certi quarantenni.

Quindi ha affrontato il capitolo donne:

Ne ho sposate quattro! Da studente passai tre ore a spiare dalla finestra una signorina che, nella finestra di fronte, pareva stesse per togliersi la camicetta. Non se la levò. Il fatto è che molti non tollerano che io, che non sono Brad Pitt, sia stato con belle donne. A costoro suggerisco: un'ora di meno in palestra e una in più su qualche libro vi gioverebbe. Quanto a Maria (De Filippi - ndr), l'ho già detto: spero di andarmene con la sua mano nella mia.

Dopo aver ricordato (e smentito) alcune leggende metropolitane che lo hanno riguardato ("Quando Buona domenica era al top del successo dissero che Fiorello era il mio amante. E perfino che mi concedevo un menàge a trois: io, Maria e Paola Barale. Figuriamoci"), Costanzo ha spiegato che un segreto per avere successo è conservare i nemici:

Non ho più rapporti con Adriano Celentano, che si offese quando definii qualunquista una delle sue uscite, né con Nanni Moretti, che si stupiva fossi un simbolo della lotta alla mafia. Per il Molleggiato mi dispiace; per Moretti non me ne frega niente. Col critico tv Aldo Grasso non ho mai chiuso i miei conti. Ne mai lo farò: se ne faccia una ragione. Anche con Pippo Baudo per anni ci siamo stati cordialmente sulle scatole. Ma la vecchiaia aggiusta tutto. Anzi, oggi vorremmo fare insieme un programma: I videosauri. Io e lui su un divano, a commentare la tv di oggi.

Infine la rivelazione. Costanzo ha deciso l'epigrafe da far mettere sulla sua tomba:

È la frase vergata da Cesare Pavese, prima del passo estremo: Non fate troppi pettegolezzi.

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