parliamo diMaria de Filippi

“Non avevo capito cosa fosse successo. Pensavo fosse scoppiata una caldaia. Mio padre mi fece promettere che non sarei più salita sulla stessa auto di Maurizio (Costanzo, ndr). Gliel’ho promesso. E non l’ho più fatto”

A Che Tempo Che Fa Maria De Filippi racconta, con la semplicità che la contraddistingue, come è stato il suo ‘post’ attentato di mafia, nel quale fu coinvolta il 14 maggio 1993. Allora era ancora la compagna di Costanzo, che tanto si stava dando da fare contro la Mafia con il suo Maurizio Costanzo Show in partnership con Michele Santoro sulla Rai. Erano gli anni della mafia stragista, degli attentati a Falcone e Borsellino e Riina voleva farla pagare anche a lui.

E così la sera di quel 14 maggio, di ritorno dal teatro Parioli, all’altezza di Via Fauro, un’autobomba esplose al passaggio dell’auto del conduttore, senza far vittime. Un caso. La coppia viaggiava su un’auto diversa dal solito: l’incertezza nel premere il pulsante del detonatore ha salvato la vita a tutti. Sono passati 25 anni ma resta una pagina difficile da ricordare. E da dimenticare. La racconta così a Fabio Fazio, che glielo chiede a Che Tempo Che Fa.

“Quando è scoppiata la bomba non avevo capito niente, pensavo fosse stata colpa una caldaia: mi sono ritrovata una trave tra me e Maurizio”

ricorda la De Filippi, che ricostruisce i primi momenti.

“In macchina con me c’era anche il mio cane. Istintivamente lo feci uscire, per farlo scappare lontano. Poi uscimmo dalle auto, stavamo tutti bene. Recuperai il cane e tornai a casa con l’autostop. Ero talmente convinta che fosse una caldaia che avvertii subito i miei genitori per non farli preoccupare”.

Poi la verità.

“Ho avuto paura per almeno due anni. Per due anni a quella stessa ora scattavo. Ho fatto ipnosi per tornare a dormire. Io mi convinsi anche di aver visto chi fece saltare la macchina: non so se fosse vero, ma n’ero convinta. Vedo davanti agli questo ragazzo che mi fissa fuori dai Parioli e io fisso lui, magari era un ragazzo qualsiasi… Non sarei mai in grado di riconoscerlo. Non so neanche se l’ho davvero visto. Ho promesso a mio padre che non sarei più salita in auto con Maurizio e non l’ho più fatto. Non posso tradire una promessa fatta a mio padre”

dice Maria, che confessa, con semplicità, quello che sembra essere un classico Disturbo Post Traumatico.

“Chiesi a Maurizio di non parlare più di Mafia e per un po’ non lo fece. Io fossi stata in lui non ne avrei parlato mai più…”

dice sinceramente, senza paura del giudizio altrui.

“L’ha fatto ancora perché è un uomo coraggioso, perché quella è la sua vita, il suo mestiere” commenta Fazio. Ma Maria non si scompone:

“Si molto probabilmente chi fa il giornalista ha questa spinta… Io no”.

E non è facile ammetterlo. Né darle torto.

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