Intervistata dal settimanale Vanity Fair, Federica Vincenti ha raccontato la fine della storia d’amore con Michele Placido (si sono sposati nel 2012). A determinarla la netta differenza d’età: lei ha 34 anni, lui 71.

L’amore cambia. Quando è agli inizi non ci pensi: che un giorno quella differenza d’età vi dividerà per forza di cose, che tra voi ci sarà la vecchiaia, e che sarà abissale. Tra noi si è allargata, piano piano. Fino a farsi voragine, non a distruggerci, ma a governare lei.

La produttrice, attrice e cantante ha spiegato cosa è cambiato col passare degli anni nel rapporto di coppia:

Cambia il corpo, cambiano i muscoli, le forze. Cambia la testa, può togliere i pensieri e il ricordo a un uomo che ha fatto la cultura nel mondo al pari di mostri d’intelletto come Monicelli, Albertazzi. Cambiano i desideri. Le voglie non sono più comuni. È raro che usciamo, ma l’altra sera per esempio eravamo a un concerto di Ermal Meta. Ballavo. Mi ha guardato: “Fede, ma che stai a fà? Che te balli?”.

Prima non era così, “ma lo dico con la luminosa indulgenza di chi sa che non è colpa di nessuno“:

A 70 anni l’uomo della mia vita e padre di mio figlio resta l’uomo della mia vita e il padre di mio figlio anche nell’allontanarci, anche a stagione dell’amore finita, perché comunque resta che io ci sarò sempre per lui e lui ci sarà sempre per me, e questo ci fortifica.

La Vincenti ha spiegato che lo stesso Placido “è il primo a volere che riprenda in mano la mia vita di donna e di artista“. Quindi ha annunciato:

Continueremo a lavorare insieme. A cenare insieme tutte le sere, con lui che cucina la peperonata e io la parmigiana di melanzane. A educare nostro figlio.

Quindi la precisazione:

Io attratta da uomini più giovani? No. I quarantenni mi fanno tristezza. Mi annoiano. Mentre Michele non mi lascia alcun amaro in bocca.

Infine, il suo punto di vista rispetto alle note vicende legate alle presunte molestie subite da alcune giovani attrici, tra le quali Asia Argento:

Qui sì che provo molta amarezza. Perché le donne violentate veramente, quelle che hanno ferite, dolori e cicatrici sulla pelle, quelle che aspettando da un momento all’altro che il marito le pesti a sangue, non hanno avuto voce in questa storia qui. Mentre l’abbiamo data troppo a fantomatiche attrici che ci hanno fatto spettacolo e opinione nei salottini pomeridiani della nostra tv: non giudico loro, ma com’è montata la questione. Penso solo che si è fatta una grande confusione tra sessualità e violenza. Una cosa sono le avances, un’altra le molestie. Dalle prime puoi sottrarti, le altre fanno male.

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