Intervistata dal settimanale Chi (in coppia con Mara Venier), Mara Maionchi ha parlato dei suoi nipotini:

C’è Nicolò, il mio primo nipote, e arriverà una nipotina fra un po’, che si chiamerà Margherita, credo. Poi c’è Mirtilla, che ha due anni e mezzo, l’ho vista l’altro giorno perché c’era la festa della fatina dei ciucci che veniva a portare via i ciucci e a lasciare i regali. E Mirtilla era felice. Il giorno dopo non credo che sia stata così contenta, ma almeno ha capito che qualche volta anche le fatine ti fregano.

Com’è la Maionchi nonna?

Io non sono così brava come nonna e non sono così attenta – anche se questo sabato i nipoti vengono a mangiare da me (mostra nello sguardo una certa fierezza, ndr) – ma è vero che l’economia italiana si regge sulle nonne. Sono un motore, sia economico che di sostegno, per i giovani sono fondamentali. E anche se questo non è proprio il mio caso, questo è un Paese fondato sulle nonne…

La giudice di X Factor si è poi lasciata andare ad una riflessione personale:

Ho la sensazione, a volte anche un po’ stupida, di averla tenuta sempre lì, Mara Maionchi, mi sembra di essere sempre uguale. Sono cambiate le cose intorno a me, ma io trovo di essere sempre cretina come quando ero giovane, non mi sembra di vedere dei miglioramenti fondamentali, non credo neanche di essere tanto cambiata, ho sempre voglia di fare. A volte, quando torno a casa e sono un po’ stanca, mi sorprendo di essere un po’ stanca. E questo alla mia età. Insomma, mi faccio questa domanda e poi mi sgrido da sola.

Infine, interpellata sul principio ‘largo ai giovani’:

Condivido il “largo ai giovani”, ma devo aggiungere: io ho imparato molto dalle persone con le quali ho lavorato, perché erano tutte più brave di me. Quando ho iniziato, nel 1967, entravo in un campo che non conoscevo: la musica. Poi, pian piano, ho scartato quello che non mi interessava, ma ho continuato ad ascoltare e a cer- care di capire. Sì, ho cercato di esserci, di comprendere, non di amare, che non vuol dire niente – io amo molto la musica dei miei tempi, per dire, i Chicago i Led Zeppelin, ci sono nomi enormi che hanno fatto la musica negli Anni 70 e 80 – ma capisco e apprezzo anche Fedez, che è un imprenditore e uno che ha capito il suo tempo. E questo mi piace.

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