Nick Carter, il biondo dei Backstreet Boys, viene travolto dallo scandalo molestie scoppiato dal caso Weinstein. Ad accusarlo di stupro è Melissa Schuman, l’ex frontwoman del gruppo al femminile “Dream”.

Sto per raccontare qualcosa che da quando ho 18 anni sto cercando di fingere che non fosse mai successo 

Inizia così il racconto di Melissa sul suo blog Melissa Explains It AllL’accusa che la cantante rivolge all’allora Backstreet Boys è sferzante e descritta nei minimi dettagli. Nel suo sfogo sul web, rilanciato sulla sua pagina Facebook con l’Hashtag #MeToo, la 33enne ha trovato il coraggio di denunciare quanto successo all’età di 18 anni. Nick Carter al tempo ne aveva 22, ed era nel pieno della sua carriera.

Era il 2002, Melissa Schuman e Nick Carter erano stati scelti per girare insieme un film. Il primo contatto tra i due, però, racconta la ragazza nel post, era stato qualche anno prima, quando le loro etichette discografiche volevano fingere una relazione amorosa tra lei e il componente dei Backstreet Boys.

Abbiamo parlato al telefono. Era molto educato e la conversazione è stata veloce

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Poi l’incontro diversi anni dopo sul set.

Era un ragazzo gentile e carismatico. Quando mi invitò con un suo amico nella sua casa di Santa Monica io accettai e portai con me la mia coinquilina del tempo. Dopo aver bevuto un po’ e giocato alla console con il suo amico, mi ha chiesto di andare nel suo studio per ascoltare la nuova musica su cui stava lavorando. Ho accettato e mentre sentivamo i nuovi brani ci siamo baciati. Sapeva benissimo che ero vergine e molto cattolica. Lo sapevano tutti

Melissa continua a raccontare e lo stupro subito si carica di dettagli

Mi condusse nel bagno e chiuse la porta. Gli dissi che non volevo fare sesso. Ma lui mi sganciò i pantaloni e praticò del sesso orale su di me. Gli dissi di smettere, ma niente. Spensi la luce per non vedere quello che stava accadendo. Poi mi costrinse a farlo su di lui. E accese di nuovo la luce.

Paura e impotenza, questi i sentimenti principali che descrive nel suo lungo post.

Mi sentivo in trappola. Da lì non potevo scappare, lui era più forte di me. La mia amica non sapevo dove fosse. La sua voglia non si placava e mi portò su un letto. Gli ripetei che ero vergine, che mi volevo donare solo a mio marito e lui risposte: “Potrei essere io tuo marito”. In quel momento sperai che fosse solo un brutto incubo.

Quello di Melissa Schuman è il didascalico racconto di una violenza in cui accusa colui che al tempo era tra i simboli delle adolescenti di tutto il mondo. Una denuncia pesante, che avrebbe voluto fare molto prima, ma il suo agente dell’epoca le disse di tacere perché “Nick aveva i migliori avvocati del paese”

Adesso però ha deciso di parlare.

Mi sento obbligata a farmi avanti, con la speranza che il mio gesto possa incoraggiare altre vittime a raccontare la loro storia. Non dovete tacere, non siete sole. Capisco che avete paura. Anche io sono spaventata. Insieme porteremo alla luce storie che fino a oggi sono rimaste nell’oscurità.

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