Fiorello: "Vorrei invecchiare ma purtroppo non ci riesco. A breve compirò 58 anni, l'età in cui mio padre morì..."

Lo showman è stato intervistato dal settimanale Vanity Fair.

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Fiorello ha rilasciato un'intervista molto intima per il settimanale Vanity Fair. Lo showman siciliano, a cui il settimanale ha dedicato anche la copertina, ha ripercorso velocemente tutta la propria carriera, iniziata 27 anni fa grazie a Radio Deejay, la radio dove è recentemente tornato con il programma Il socialista, in onda ogni giorno alle ore 13.

Fiorello ha esordito, ribadendo con orgoglio la sua provenienza dai villaggi turistici che lo showman ha definito una grande scuola. Queste sono le dichiarazioni rilasciate a riguardo:

A metà degli anni ‘70, gli amici parlavano del villaggio con toni mitologici. Alla fine fui assunto. Dopo aver venduto le verdure in mezzo alla via, aver fatto il muratore, il meccanico e anche il telefonista in una ditta di pompe funebri, il villaggio era un bel salto. Quelli che mi vogliono denigrare dicono che vengo dai villaggi... Ma io so che se non ci fosse stato il prima, non ci sarebbe stato neanche il dopo. Il villaggio è stata la mia scuola.

Il prossimo maggio, Fiorello compirà 58 anni, l'età che aveva suo padre quando venne a mancare. Lo showman pensa a questa ricorrenza senza nascondere un po' di ansia e, parlando di vecchiaia e di "pensione", Fiorello vede ancora lontano un suo possibile ritiro dalle scene:

Tra qualche mese compirò 58 anni. L’età che aveva mio padre quando morì. Ci penso, con ansia sottile e malcelata scaramanzia, quasi ogni giorno. Un tempo le persone mi chiedevano gli autografi e dicevano: “È per me”. Poi siamo passati alle madri, alle zie e alle nonne. Quando arriveremo alle bisnonne capirò che è finita». Avevo detto che mi sarei ritirato a 60 anni, ma ci riuscirò? Non vorrei fare come i Pooh che sono stati recentemente premiati per il seicentesimo addio annunciato in carriera. Vorrei invecchiare, ma purtroppo non ci riesco.

A Fiorello, è stato chiesta anche un'opinione riguardante lo scandalo Weinstein che ha scatenato, qui in Italia, anche il caso legato al regista Fausto Brizzi. Fiorello ha tentato di ampliare il discorso con le seguenti dichiarazioni:

Sono solidale con le ragazze che l’hanno detto subito e anche con quelle che hanno reso pubbliche le molestie dopo venti o trent’anni. Però, oltre a quello di chi usa il proprio potere per ottenere del sesso, c’è un altro aspetto che non ho mai letto su nessun giornale. Che non solo esistono le consenzienti che non si fanno né vedere né sentire ma neanche uno straccio di produttore che abbia detto “Ci sono ragazze che tendono vere e proprie imboscate” e che una volta saputo che, in un certo luogo, ci sarà quel produttore vanno da lui e dicono “Vengo a letto con te se mi dai la parte”. Ci sono quelle che hanno fatto carriera così e ci sono, come in Bellissima di Visconti, le madri che, ai produttori, hanno portato direttamente in dote le loro figlie. Tutte sante? Non credo. Ci sono i porci però è necessario dire che ci sono anche quelle che si sono concesse per scelta. Se aspettiamo un po’, le donne che diranno “l’ho fatto con gioia” arriveranno. Ne sono sicuro.

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