E’ un’accusa potente quella che Ellen Page, attrice di Hollywood protagonista di film come Juno, Inception e To Rome with Love, rivolge al regista di X-Man Brett Ratner, film al quale la Page ha preso parte nei panni di Kitty Pride.

Dalla sua pagina facebook l’attrice rivela di essere stata vittima di numerosi abusi e molestie, puntando il dito proprio contro Ratner.

“Dovresti scop..rla per farle rendere conto che è gay”. Avevo 18 anni e queste sono le parole che Ratner mi ha rivolto. Sapevo di essere omosessuale, ma non avevo ancora trovato il coraggio di rivelarlo. In quel momento mi sono sentita violata. Durante tutte le riprese diceva cose degradanti contro le donne. L’outing forzato a cui mi ha indotto mi ha fatto vergognare di chi fossi. Tutte le volte che mi imbatto in comportamenti omofobi mi vengono in mente le parole di Ratner. Oggi però ho la forza per poter alzare la mia voce e denunciare gli atteggiamenti omofobi e transfobici di Hollywood

Questa la testimonianza di Ellen Page che nel suo sfogo sui social non si ferma con le accuse a Ratner, ma oltre a evidenziare l’atteggiamento tacito di tutte le persone che lavoravano con lui, sferza attacchi diretti contro l’intero sistema Hollywoodiano.

Quando avevo 16 anni un regista mi ha portato a cena, è una cosa comune, una sorta di vincolo professionale. Mi accarezzò la gamba sotto al tavolo e mi disse: “Devi fare la prima mossa, io non posso”. Restai immobile e poi me ne andai. In quel momento capii che sul lavoro non potevo essere sicura. Alcuni mesi dopo ho subito un’altra forma di aggressione sessuale. Un regista voleva che dormissi con un uomo. Non lo feci. 

Non risparmia niente a nessuno Ellen Page. Bill Cosby, Harvey Weinstein, Roman Polanski, questi sono solo alcuni nomi, ma l’elenco è lungo ed è ancora protetto dallo status quo – afferma Ellen. Nel post compare anche il nome di Woody Allen.

Il film con Woody Allen è il più grande rammarico della mia vita. Mi vergogno di averlo fatto. Non ero chi sono adesso, ero sotto pressione, tutti mi dicevano che “dovevo dire sì al film con lui”. Ho fatto un terribile errore

Ma il pensiero dell’attrice va alle donne che non hanno modo di far sentire la loro voce. Chi si trova in difficoltà economica, chi appartiene a minoranze, chi non ha un’identità sessuale precisa. Questi sono i soggetti deboli che spesso sono vittime di abusi senza avere modo di denunciarli. Perché la paura di essere sopraffatti dal proprio molestatore va oltre il dolore per la violenza subita. E allora Ellen Page dichiara di voler essere megafono per chi non ha voce.

Voglio che questi uomini subiscano le conseguenze di quello che hanno fatto. Voglio che questi uomini non si trovino più nelle posizioni di potere in cui ristagnano adesso. Voglio che questi uomini pensino a chi sono veramente senza i loro avvocati, i loro milioni, le loro belle auto, le loro case sfarzose. Voglio che Hollywood apra gli occhi e chi è complice si renda conto di aver avuto un ruolo in tutto questo. 

La violenza contro le donne è un’epidemia in questo paese e in tutto il mondo.

Non permettiamo di normalizzare tutto questo. Raccontiamo gli abusi e i traumi subiti. Così rompiamo il silenzio, così faremo una rivoluzione.

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