L’attrice 63enne Eleonora Giorgi si confessa a cuore aperto, lo fa con un breve monologo durante la puntata di Nemo, andata in onda ieri sera su Rai 2. Dopo qualche tempo, torna a parlare del problema che l’ha afflitta in età adolescenziale per un tempo limitato, la dipendenda dall’eroina, con uno sfogo davanti alle telecamere.

L’inizio del racconto è rivolto alle sue difficoltà percorse in ambito familiare e agli esordi nel Mondo del cinema:

A 16 anni la mia famiglia era andata in pezzi, 3 anni dopo, da diligente studentessa d’arte fidanzata dai 14 anni, mi ero ritrovata protagonista per caso di un film, nel quale c’era una scena di nud0, quella immagine era divampata e avevo girato molti altri film senza capire dove stessi andando, ero diventata la lolita d’Italia, io che avevo fatto l’amore solo con il mio ragazzo, ma presto quella bella storia era purtroppo finita.

Il successo incontrollato e la situazione che si era creata attorno a lei, ha portato l’attrice ad una crisi vissuta in solitudine e infelicità. La Giorgi infatti rivela:

E allora che incontrai l’eroina e ci precipitai dentro. L’illusione di emozioni ampliate, di calore, di amore ti travolge e ti trasforma in un essere privo di emozioni, essiccato, narcotizzato. L’eroina è una specie di morte morale, relazionale, affettiva, e molte volte di morte fisica e definitiva. Come non pensare che sceglierla a 20 anni sia sintomo di grande infelicità, di disagio, di sofferenza.

Fortunatamente l’attrice ha avuto modo di uscire dal tunnel che l’ha coinvolta, nel migliore dei modi. Col sorriso rivolto alla telecamera continua:

Quando il caso, poi, mi aveva fatto incontrare l’amore, quello adulto e consapevole, la mia anima era guarita e il corpo l’aveva subito seguita, da quel giorno non avrei mai più desiderato alienazioni mortali.

In conclusione, manda un forte appello a coloro che stanno fronteggiando il problema, chiosando con un messaggio chiaro:

Io non sono quì per propormi come l’eroina della battaglia all’eroina, ma perché le persone possano capire che un ragazzo che si droga di eroina, è un ragazzo molto malato nell’anima. Bisogna prima disintossicare il corpo e poi con l’aiuto costante di persone qualificate, aiutare l’anima a modificare sostanzialmente le ragioni di infelicità e di frustrazione. E’ solo l’azione che può risolvere il problema, la droga è me*da.

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