“Per più di 2 anni mi sono nascosta, un po’ perché non vi nego che mi sono vergognata tanto, mi sono nascosta dietro un’ironia a volte eccessiva, mai sarei riuscita a parlare di questa storia, ma chiunque mi ha visto in questi ultimi anni si è accorto che qualcosa in me non andava”. Il dramma di Nina Moric? La sottrazione del figlio, Carlos. L’affidamento le è stato tolto dal Giudice del Tribunale dei minori di Milano a novembre 2015, in seguito al presunto tentato suicidio (in realtà “i referti del pronto soccorso l’ hanno classificato come atto autolesionistico non finalizzato alla morte”) della modella croata. Ora il figlio 15enne è affidato a Gabriella Corona, suocera della Moric e madre di Fabrizio Corona.

“Nina non può occuparsi di nulla, non può parlare con i professori, badare alle spese, si era offerta di aggiustargli il cellulare ma la nonna non l’ha permesso”, racconta l’avvocato della Moric. Pare che alla modella sia addirittura negata la comunicazione telefonica con il figlio: il rapporto tra Nina e Carlos, scrive Libero, si limita a un incontro alla settimana, per un’ ora e mezza massimo, a casa della modella. Niente di più. “Non ce l’ho qui con me, ma quando sarà grande saprà che la mamma non gli ha fatto mancare nulla, l’ha amato a distanza, dietro a un vetro”, sono le parole di Nina.

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