Gianni Morandi, protagonista della fiction di Canale 5, L’isola di Pietro, è stato intervistato da Barbara D’Urso, durante la puntata odierna di Domenica Live.

Il cantante di Monghidoro, durante il corso della D’Urso-intervista, ha ricevuto molte video-sorprese. Con le prime dichiarazioni, dopo un filmato dedicato ai suoi duetti più famosi, Morandi ha ricordato l’amico Lucio Dalla, scomparso nel 2012:

Lucio Dalla l’avevo quasi obbligato a venire al mio Festival di Sanremo. Dopo 15 giorni, purtroppo, non c’era più. Ho lavorato con tantissimi artisti ma il rapporto con Lucio era speciale, abbiamo cominciato nel ’63. Ci siamo seguiti nei nostri vari percorsi. Lui faceva fatica all’inizio come cantante, a me le cose andavano benissimo. Lui ci stava male ma era contento del mio successo. Poi, le cose si sono rivoltate e ci siamo ritrovati. Ci eravamo promessi di vederci a Francoforte o a Berlino, due giorni dopo, mi arrivò una telefonata di Bibi Ballandi, non ci potevo credere.

Gianni Morandi, che vorrebbe partecipare alla prossima Maratona di New York, a vent’anni dalla sua prima partecipazione, ha svelato il segreto della sua energia a 70 anni:

Dove trovo tutta questa energia? E’ la voglia di vivere, l’amore della gente e vivere in mezzo alla musica fa bene.

Morandi, successivamente, ha parlato della sua famiglia, dai figli, Marianna, Marco e Pietro, fino ad arrivare ai nipoti. Il cantante ha dichiarato di essere più bravo come nonno che come padre, definendosi un genitore un po’ pesante:

Ho 3 figli e 5 nipotini, tutti maschi. Due sono figli di Marianna, gli altri sono i figli di Marco, due gemellini e un altro nato subito dopo. Leonardo e Jacopo hanno iniziato a fare gli attori. Sono molto simpatici. Sono meglio come nonno che come padre. C’è più tenerezza verso i nipoti. Con i miei due figli grandi, sono stato anche un po’ aggressivo. Ero un po’ pesante. Mio padre mi aveva educato così.

Infine, Morandi ha parlato della sua compagna attuale, Anna Dan, con cui sta insieme da 24 anni:

Sono già 24 anni che sto con Anna, l’ho conosciuta a Bologna, ero lì per un disco. La incontrai in uno studio di registrazione. Mi sorprese molto, i suoi occhi mi colpirono. Rimasi folgorato. Lei mi diede un numero di telefono sbagliato. Io cercai di rintracciarla. Io bussai alla sua porta e le chiesi perché del numero sbagliato. Da lì, iniziò il nostro rapporto. Le dico spesso che la amo. E’ bello dirlo quando è vero.

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