Nadia Rinaldi, intervistata da Novella 2000, in edicola questa settimana, ha tracciato un breve bilancio della sua vita alla soglia dei 50 anni: un’esistenza costellata da alti e bassi che, però, non hanno affatto impensierito l’attrice romana che, ad oggi, guarda, con felicità, al futuro:

Io credevo di essere più serena con una situazione familiare stabile, con un conto in banca più sostanzioso. Mi trovo sola, con i miei figli, ai quali faccio da madre e da padre e in passato non immaginavo che sarebbe andata così. Alla mia età dovrei essere rilassata e non combattere quotidianamente. Tra l’altro, non ho più nemmeno la forza dei miei trent’anni.

La Rinaldi, nonostante tante delusioni dal punto di vista affettivo, è pronta a rimettersi in gioco magari conoscendo un principe azzurro che possa farle perdere la testa:

Mi manca qualcuno con cui condividere la quotidianità, gioie e dolori. Mi dispiace aver avuto esperienze fallimentari, ma non mi arrendo. Ci credo ancora, anche se ora preferisco stare da sola, non credo nel ‘piuttosto che niente meglio piuttosto’. In futuro vorrei innamorarmi. Non immagino la mia vecchiaia da sola. Ma ora ho la priorità del lavoro: anche quello mi manca. Nel senso che mai come adesso mi sento precaria: ho le valigie sempre pronte e tanti progetti che non si concretizzano mai. Mi consolo facendo tanto teatro e, poi, dall’estate, ho iniziato a cantare in una band che rivisita i classici della tradizione napoletana e romana. Ma a maggior ragione che ho ritrovato una serenità fisica, mi piacerebbe fare di più. Prima, essendo una caratterista, non mi venivano offerte delle possibilità che oggi invece potrei cogliere. Il lavoro è dignità. A una donna, per più sola, se togli il lavoro, togli anche la dignità.

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